Smog e altre forme di inquinamento, disturbi del sonno, stress, diete sbagliate imposte dalla moda e i social. Sono questi i nuovi fattori di rischio della salute cardiovascolare identificati dalla Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare) che si vanno ad aggiungere a quelli già noti: colesterolo alto, ipertensione, fumo di sigaretta, diabete, sovrappeso/obesità, sedentarietà.

La società mette a punto un decalogo della prevenzione cardiovascolare 3.0 che il medico e farmacista possono trasferire al paziente in un’ottica di educazione al benessere e preservazione del cuore. 

Le best practice

L’adozione di uno stile di vita salutare in molti casi può essere sufficiente da solo a correggere i fattori di rischio e a evitare/posticipare il ricorso alle terapie farmacologiche.

Dieci sani comportamenti, facili e a costo zero “salvano” la salute del cuore e il sistema dalle importanti spese assistenziali per le malattie cardiovascolari, che restano il primo big killer fra gli italiani e causa di un decesso su tre.

Ecco le best practice suggerite e raccomandate da Siprec:

1.     La “matematica” della salute, ovvero misurare il rischio regolarmente. «I valori della pressione – dichiara Massimo Volpe, presidente Siprec – si possono controllare facilmente, anche a domicilio, con un apparecchio elettronico, raccomandando al paziente di comunicarli al medico. specie in caso di soggetti a rischio. Parallelamente è importante educare il paziente a “misurare” il peso: meglio farlo ogni mattina e una volta ogni 2-3 settimane prendere le misure del girovita con un metro da sarta. È noto, infatti, che i depositi di grasso più nocivi sono quelli che si annidano tra i visceri addominali, sulla pancia. Ricordiamo le misure ideali da non superare: 94 centimetri per gli uomini e 80 per le donne. Infine colesterolo cattivo (LDL), trigliceridi e glicemia vanno controllati periodicamente con un esame del sangue a cominciare dai 20 anni, o anche prima se c’è una familiarità importante e ricontrollati a scadenze diverse a seconda del livello di rischio».

2.     La dieta ‘one-health’: ciò che fa bene all’ambiente giova anche alla salute di cuore e arterie. La raccomandazione è di seguire una dieta mediterranea, lo “scudo” alimentare migliore per la salute generale, con il vantaggio dell’eco-sostenibilità. Sì,a frutta, verdure e legumi, semi e frutta a guscio, cereali integrali, latticini magri, uova, pesce (soprattutto grasso come pesce azzurro o salmone), carni bianche. Nì a dolci, carni rosse e processate, che sono tra le più nemiche anche della salute del pianeta e che andrebbero consumate saltuariamente e con moderazione, non oltre 350-500 grammi a settimana. Attenzione anche al sale, non superando la soglia di 5 grammi al giorno, e zucchero: consumi per entrambi, moderati.

3.     Attenzione alle bollicine, di qualunque natiua. In particolare, in relazione all’alcool, la moderazione è d’obbligo: non più di 100 grammi di alcol a settimana ed evitare i soft drink e le bibite zuccherate. «Sono calorie liquide – spiega il professore – insidiose, inutili da un punto di vista nutrizionale e dannose per il metabolismo».

4.     Sigaretta? No grazie. Il fumo è responsabile della metà delle morti evitabili nei fumatori; scegliere di eviralo è il comportamento migliore che tutale anche il prossimo. Anche il fumo passivo, infatti, mette a rischio cuore e arterie. «Per favorire lo stop al fumo – prosegue Volpe – sono oggi disponibili svariate soluzione: farmacologiche, e fra queste cerotti o gomme alla nicotina, bupropione, vareniclina, e non famcologici come percorso di psicoterapia che possono essere intrapresi in centri antifumo. Un altro aiuto per smettere di fumare essere rappresentano dal passaggio temporaneo alle e-cig o al tabacco riscaldato, ma solo per un breve periodo perché neppure questi metodi sono privi di rischi, soprattutto per i polmoni».

5.     Più sneakers e meno tacchi, ovvero lotta alla sedentarietà. È importante muoversi almeno 5 minuti ogni ora, facendo il giro del palazzo, una rampa di scale, un corridoio. Per quanto riguarda invece l’attività fisica, al movimento andrebbero dedicati 150-300 minuti a settimana di attività aerobica come camminare, correre, andare in bicicletta, o attività quali nuoto e ballo ad esempio, alternate a esercizi di resistenza con pesetti, bande elastiche, almeno 2 volte a settimana.

6.     Prendersi cura del buon sonno. Oltre all’inquinamento atmosferico, contribuisce a danneggiare cuore e arterie, anche quello sonoro e luminoso. «Un eccesso di rumore o di luminosità sia proveniente dall’esterno, come anche dallo schermo di tablet e cellulari – sottolinea Volpe – può danneggiare l’architettura e la durata del sonno. Alla lunga un sonno poco ristoratore impatta sull’apparato cardiovascolare: dormire male contribuisce all’aumento di peso, a sua volta correlato a un aumento di pressione e dunque di rischio di diabete e di colesterolo alto. Anche le Osa (sindrome delle apnee notturne) sono un fattore di rischio cardiovascolare: soffre di questa problematica quasi una persona su 10. Pertanto allertare il paziente: se il partner russa o smette di respirare per vari secondi nel sonno, è bene suggerire rivolgersi allo specialista del sonno per un controllo mirato.

7.     Abbattere lo stress. Fare sport o una camminata, soprattutto immersi nella natura, tra gli alberi o in riva al mare possono rappresentare un aiuto per alleviare lo stress e tensioni psico-emotive. Un’altra soluzione efficace è il ricorso a tecniche di rilassamento come yoga, pilates e meditazione.

8.     Semplificare le terapie. Laddove sia necessario fare uso di farmaci per terenre sotto controllo alcuni fattori di rischio, ad esempio ipertensione, colesterolo o il diabete, optare per combinazioni di più principi attivi nella stessa compressa: ciò favorisce l’aderenza terapeutica. Spesso un “limite-ostacolo” all’efficacia della cura.

9.     Non bucare l’appuntamento con le vaccinazioni. Influenza, pneumococco, Covid-19, virus respiratorio sinciziale: sono alcune delle vaccinazioni che vanno incluse nel “piano di prevenzione” di soggetti anziani p fragili. Sono uno strumento prezioso per contribuire a ridurre anche il rischio di malattie cardiovascolari.

10.  Navigare in acque sicure. Il web è una fonte di crescente consultazione dei cittadini anche per questioni di salute: raccomandare ai pazienti di affidarsi solo a siti autorizzati e accreditato.

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