Gli indicatori di salute al 2025 sono in tendenziale miglioramento: aumenta la longevità con aspettative di vita a 83,7 anni, un dato record, ma diminuiscono gli accessi alle cure degli italiani. Lunghe liste di attesa per prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale e la difficoltà a rivolgersi a strutture di carattere privato, disincentivano la popolazione a prendersi cura della propria salute, fino a rinunciare a rivolgersi a specialisti e medici di famiglia.

Questi ultimi sotto pressione con una media di oltre 1.500 assistiti a carico. È il quadro, dicotomico, fra aspetti positivi e criticità, che emerge dalla tredicesima edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile in Italia (Bes) dell’Istat.

Lo stato di salute dell’Italia

Il livello di benessere è generalmente buono ma con molte criticità e gap da sanare. Gli indicatori del dominio salute sono in tendenziale miglioramento nel breve e lungo periodo, determinato da un aumento delle speranze di vita alla nascita e di vita senza importanti limitazioni a 65 anni, segnando una decrescita importante della mortalità, in modo particolare oncologica tra 20 e 64 anni e della sedentarietà.

La longevità pur rappresentando un dato positivo, favorito dal progresso scientifico, dalla migliore gestione delle cronicità, da condizioni di vita più sane, impatta sull’aumento della mortalità per malattie neurodegenerative, per demenza ad esempio, e sulla riduzione dell’indicatore di adeguata alimentazione che aumenta il carico di rischio di altre condizioni associate, come la sarcopenia nell’anziano e i relativi costi socio-assistenziali.

Ulteriori criticità evidenziate dal rapporto BES riguardano la riduzione del vantaggio dei giovani in ambito di salute mentale, ma che migliora nelle classi di età più mature. In tema di alimentazione, diminuisce il consumo adeguato di frutta e verdura specialmente tra le donne con livelli più adeguati tra i laureati, ma resta ancora insufficienti. A questo stile di vita scorretto, si aggiungono anche l’abitudine al fumo, cresciuta in dieci anni, tra le donne in particolare, il consumo di alcol a rischio che non scende e che si conferma maggiore nel Nord. Infine, la mortalità per incidenti stradali, con indici più elevati nei giovani, resta stabile tra i 15 e i 34 anni, con numeri di decessi maggiori gli uomini.

Le relazioni sociali

La famiglia e le amicizie sono una componente essenziale del benessere individuale. Le reti di relazioni personali costituiscono infatti una risorsa di supporto che si aggiunge al capitale economico e culturale di cui ciascuno dispone. Nell’ultimo anno si osserva un miglioramento di cinque indicatori di relazioni sociali (relazioni amicali, persone su cui contare, partecipazione sociale, attività di volontariato, organizzazioni non profit) ma nel lungo periodo mantiene terreno solo l’indicatore relativo alle organizzazioni non profit che risulta in crescita. La soddisfazione per le relazioni familiari, rispetto a dati precedenti, permane stabile al 2025, e cresce nelle Isole.

Avere persone su cui contare, che esulano dalla più stretta cerchia di familiari è un indicatore di tenuta delle relazioni sociali a livello di prossimità. Nel 2025 la percentuale di persone di 14 anni e più che ritengono di poter contare su amici, vicini o parenti non conviventi in caso di bisogno raggiunge l’82,9%, dato stabile rispetto al 2024.

Cresce, soprattutto fra le donne, anche la partecipazione sociale, intesa come coinvolgimento in attività promosse da associazioni ricreative, culturali, politiche, civiche, sportive, religiose o spirituali, che contribuisce a rafforzare la coesione della comunità, favorendo le relazioni tra le persone, il senso di appartenenza e la solidarietà sociale. Si osserva una lieve crescita della percentuale di volontari, più consistente tra i 35 e i 44 anni. Valore aggiunto è l’istruzione che rende i cittadini più soddisfatti delle relazioni, fiduciosi e attivi.

Il benessere soggettivo

Misurare il benessere della popolazione significa anche sapere come le persone valutino la propria vita, il soddisfacimento del tempo libero, al visione del futuro. Percezioni e valutazioni personali influenzano il modo in cui si affronta la vita e si sfruttano le opportunità. Nel 2025 continua ad aumentare la percentuale di persone di 14 anni e più che si dichiarano molto soddisfatte per la propria vita (punteggio da 8 a 10), passando dal 46,3% del 2024 al 47,6%.

In lieve aumento anche la percentuale di quanti si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti del tempo libero, dal 66,4% del 2024 al 67,3%. Per gli indicatori sulle prospettive future non si osservano variazioni significative rispetto al 2024. Il 30,8% delle persone di almeno 14 anni ritiene che la propria condizione personale migliorerà nei prossimi cinque anni, mentre il 12,0% pensa che peggiorerà.

In un orizzonte più ampio (2014-2025) gli indicatori di benessere soggettivo continuano a migliorare, tranne la soddisfazione per il tempo libero, che non presenta un andamento chiaramente definito. Migliora la soddisfazione per la vita nella popolazione anziana, ma con ampie differenze di genere a sfavore delle donne. Maggiori soddisfazioni si rilevano in persone residenti nei piccoli comuni, con una valutazione di benessere soggettivo positivo più diffuso tra chi ha un titolo di studio più elevato.

Innovazione, ricerca, creatività, investimento culturale

Per questo dominio, la maggior parte degli indicatori nel lungo periodo mostra una tendenza al miglioramento, salvo nell’ultimo anno in cui solo la metà (5 su 10) risultano positivi. Ad esempio, la mobilità dei giovani laureati italiani (25-39 anni) continua a registrare un saldo, l’intensità di ricerca, ovvero l’incidenza della spesa per Ricerca e Sviluppo (R&S) sul PIL (Prodotto Interno Lordo) nel 2024 raggiunge l’1,40%, valore ancora inferiore alla media europea (2,26%), ma in lieve aumento rispetto al 2024 (1,37%) e al 2014 (1,33%).

Nel 2025 gli investimenti in proprietà intellettuale continuano ad aumentare con un incremento di 4 punti nell’ultimo anno (38 punti dall’inizio del periodo), grazie alla dinamica positiva degli investimenti in Ricerca e Sviluppo e a quelli in tecnologie (software e banche dati). Aspetti postivi: l’aumento di richieste di brevetti, soprattutto nel Nord, dell’innovazione delle imprese, trainata da interventi nei processi aziendali. Infine, continua a diffondersi l’uso di Internet tra gli ultrasessantacinquenni, ma persistono differenze per età.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here