La dipendenza da tabacco rappresenta un onere sanitario ed economico significativo a livello globale, con oltre un miliardo di fumatori e otto milioni di decessi ogni anno. Le attuali strategie per la cessazione del fumo, tra cui la farmacoterapia e i trattamenti comportamentali, hanno spesso un’efficacia limitata e potenziali effetti collaterali.
L’agopuntura, una potenziale alternativa terapeutica, è stata inizialmente impiegata per la cessazione del fumo ad Hong Kong nel 1973. Il tutto ha suscitato l’interesse dei ricercatori, che ne hanno indagato sempre più l’efficacia e la sicurezza per la cessazione del fumo.
Nonostante la vasta gamma di ricerche che dimostrano che l’agopuntura possa effettivamente migliorare il tasso di astinenza dal tabacco, il meccanismo alla base per la cessazione del fumo e gli effetti a lungo termine sul desiderio di fumare rimangono ancora poco chiari. In aggiunta, le analisi disponibili non hanno incluso l’agopuntura simulata come gruppo di controllo per saggiare il potenziale effetto placebo sulla cessazione della dipendenza da tabacco.
Meccanismi d’azione ed effetti a lungo termine
L’effetto placebo gioca un ruolo potenziale nell’agopuntura per la cessazione del fumo, influenzando la valutazione dell’efficacia.
Includendo un gruppo di controllo con trattamento placebo, un lavoro pubblicato su BMC Complementary Medicine and Therapies, esplora i meccanismi d’azione dell’agopuntura per la dipendenza da tabacco e ne esamina gli effetti a lungo termine sul desiderio compulsivo di fumare.
Nello specifico, per questo studio clinico randomizzato e controllato, condotto in due centri, sono stati arruolati 192 pazienti con dipendenza da tabacco da moderata a grave e assegnati in modo casuale, con un rapporto 1:1:1, a tre gruppi: agopuntura, agopuntura simulata o intervento di base per la cessazione del fumo. Il mascheramento sarà garantito per i partecipanti ai gruppi di agopuntura e agopuntura simulata, nonché per gli analisti statistici. Lo studio, della durata di dodici settimane, è stato articolato in otto settimane di trattamento e quattro di follow-up.
Come endpoint primario è stato considerato il tasso di astinenza all’ottava settimana. Gli endpoint secondari hanno invece incluso la valutazione attraverso i seguenti strumenti: livelli di desiderio compulsivo (craving) tramite Scala Visiva Analogica (VAS) e Questionario sul Desiderio Compulsivo di Tabacco (Tobacco Craving Questionnaire), sintomi di astinenza con Scala di Astinenza del Minnesota (Minnesota Withdrawal Scale), memoria di lavoro con paradigma di Sternberg e capacità di inibizione della risposta con test Go/NoGo. Gli eventi avversi sono stati registrati. Lo studio si è attenuto alle linee guida SPIRIT.
Opportunità e prossime sfide
I risultati contribuiscono a comprendere il potenziale dell’agopuntura come opzione terapeutica sicura ed efficace per la dipendenza da tabacco.
Alcune limitazioni potrebbero, tuttavia, ridurre la generalizzabilità delle conclusioni ad una popolazione più eterogenea. In primo luogo, la ricerca è stata condotta principalmente in due centri con sede a Pechino, in Cina, condizione che potrebbe comportare un reclutamento di partecipanti che non riflette completamente la composizione demografica di altre città cinesi o dei paesi occidentali.
In secondo, il reclutamento su base volontaria in contesti clinici comporta il rischio di bias di autoselezione. In terzo, i fattori confondenti psicosociali non misurati (ad esempio, motivazione, supporto socioeconomico, stress) non sono stati controllati. Da ultimo, il periodo di follow-up di quattro settimane potrebbe non essere sufficiente a rilevare i modelli di ricaduta, un aspetto critico negli studi sulla cessazione del fumo.
Studi futuri dovrebbero reclutare sia fumatori inviati da cliniche che dalla comunità, con un abbinamento iniziale basato sui principali fattori confondenti e periodi di follow-up di almeno sei mesi.



