Insieme per la salute. Al fianco della scienza”. È il claim della World Health Day 2026, la Gionata Mondiale della salute che si celebra oggi. Il messaggio sottolinea e valorizza il ruolo della collaborazione scientifica per proteggere la salute globale dell’uomo, degli animali e piante, del pianeta.

Un obiettivo che, dal punto di vista puramente salutistico, si costruisce giorno per giorno, strategicamente, con sinergie basate su sensibilizzazione e educazione alla persona/paziente per la tutela e salvaguardia del proprio benessere, fisico, psichico e emotivo, prevenzione, approcci di medicina integrata nella cura olistica della persona, puntando alla longevità, sana e attiva.

Gli obiettivi della giornata

Istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 1948, la giornata promuove l’attenzione e la sensibilizzazione alla salute globale, richiamando l’opinione pubblica sui temi sanitari. L’evento si celebra ogni anno, dal 1950, in concomitanza con l’anniversario della fondazione dell’organizzazione.

La giornata in questa edizione vuole celebrare «i risultati raggiunti dalla scienza, che hanno fondamento anche nella cooperazione internazionale necessaria per trasformare le evidenze in azioni concrete, con una forte attenzione all’approccio One Health».

In quest’ottica e con questo obiettivo “stare al fianco della scienza”, avendo un ruolo attivo, consapevole e responsabile, si traduce nel garantire al cittadino e al territorio un accesso equo alle cure, favorire una cultura della prevenzione che inizia da scelte quotidiane corrette e sane, da parte di ciascuno, individualmente. Ciò nel rispetto del “nuovo” concetto di salute, intesa non solo come assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Concetto in cui ben si inserisce la medicina integrata, sempre più centrata a promuovere la prevenzione e la longevità, puntando a chiavi strategiche.

I mitocondri

Contrastare lo stress passando dai mitocondri, le centrali energetiche della cellula. La risposta integrata allo stress (ISR) è una via di segnalazione cellulare che risponde a diverse modificazioni fisiologiche e tipi di stimolazione. La risposta integrata allo stress mitocondriale (ISRmt) è una risposta allo stress specifica dei mitocondri che attiva diverse risposte metaboliche che dipendono da uno specifico fattore di trascrizione innescante, l’ATF4.

Vi è evidenza che le fasi preliminari dell’ISRmt possano provocare una risposta adattativa allo stress capace di contrastare le malattie legate all’età e promuove la longevità, quindi ritardando anche l’insorgenza di molteplici disturbi mitocondriali.

Studi condotti su organismi modello attestano, ad esempio, che mutazioni che riducono l’attività della catena respiratoria mitocondriale determinano un aumento medio della durata della vita adulta che varia dal 20% al 300% in C. elegans. Un aumento simile della longevità è stato ottenuto riducendo l’espressione dei componenti della catena di trasporto degli elettroni (ETC) mediante l’uso dell’interferenza dell’RNA (RNAi): una riduzione delle proteine dell’ETC, nei topi, ha aumentato la durata della vita di circa il 30%.

Ridurre l’infiammazione

L’infiammazione è un fattore riconosciuto come trigger di molte patologie croniche e dell’invecchiamento, potenzialmente contrastabili anche con soluzioni naturali, tra questa la berberina, impiegata da tempo nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC) per il trattamento di disturbi come diarrea e dissenteria. Oggi la sostanza è oggetto di studio e di attenzione per il suo potere e meccanismo antinfiammatorio. Le evidenze più recenti attestano, ad esempio la capacità della berberina di inibire la produzione di citochine infiammatorie, quali IL-1β, IL-6, TNF-α), attenuando la risposta infiammatoria, di ridurre l’attivazione della via di segnalazione NF-κB e della degradazione di IκBα, così come l’attivazione della via di segnalazione MAPK.

Inoltre, la berberina sarebbe in grado di potenziare l’attivazione della via di segnalazione STAT1, di interagire direttamente con le membrane cellulari attraverso diverse vie, influenzando le attività fisiologiche cellulari. Dal punto di vista clinico, la berberina è un potenziatore dell’immunità umana, modulando la funzione del sistema immunitario, aspetto fondamentale per affrontare alcune problematiche di salute legate a malattie autoimmuni e tumori.

Il microbiota

L’equilibrio dinamico tra reti pro-infiammatorie e anti-infiammatorie diminuisce con l’avanzare dell’età e la disbiosi intestinale è ritenuta una condizione che può innescare e mantenere un’infiammazione sistemica di basso grado.

È noto che il microbioma produce diversi metaboliti con effetti sistemici, tra cui la regolazione del sistema immunitario: comprendere questi meccanismi di controllo dell’infiammazione e identificare i principali metaboliti sintetizzati dal microbiota intestinale, da utilizzare come biomarcatori associati alla longevità, è cruciali per agire in prevenzione sulle possibili alterazioni metaboliche.

Tra i metaboliti più studiati e identificati si includono acidi organici, acidi biliari (AB), acidi grassi a catena corta, aminoacidi a catena ramificata, trimetilammina N-ossido (TMAO) e derivati del triptofano e dell’indolo, dove tuttavia gli unici non ancora ben caratterizzati negli studi sulla longevità sono gli AB e il TMAO. 

Wang X, Zhang G. The mitochondrial integrated stress response: A novel approach to anti-aging and pro-longevity. Aging Research Reviw, 2025, Vol. 103, 102603. Doi: https://doi.org/10.1016/j.arr.2024.102603

Wang K, Yin J, Chen J et al. Inhibition of inflammation by berberine: Molecular mechanism and network pharmacology analysis.Phytomedicine, 2024, 128:155258. Doi: 10.1016/j.phymed.2023.155258

de Luca Silva B, Cendoroglo MS, Colleoni GWB. Gut Microbiota and Metabolic Biomarkers Associated With Longevity. Nutr Rev, 2025, 83(8):1543-1551. Doi: 10.1093/nutrit/nuaf027

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