IA e Ayurveda: verso una salute digitale consapevole

La salute digitale può appiattire la conoscenza medica tradizionale in codici riduzionisti, in sostanziale contrasto con l’Ayurveda che colloca la conoscenza valida (Pramāṇa) all’intersezione tra esperienza, ambiente e consapevolezza – dimensioni non esauribili con il calcolo quantitativo. Il tema è al centro di un recente lavoro sull’International Journal of Ayurveda Research che affronta la relazione tra le nuove tecnologie e le filosofie alla base di antiche pratiche e saperi, al fine di mantenerne la pura essenza e il valore concettuale.

Un profondo cambiamento

La salute digitale sta rimodellando radicalmente la medicina contemporanea, spinta dai progressi nella connettività, nell’informatica e nella condivisione delle conoscenze su scala globale. In India, iniziative ambiziose come “Ayush Grid”, un progetto lanciato dal Ministero dell’Ayush nel 2018 per creare una struttura portante per il settore IT, nell’ambito del Programma Digital India che supporta “Informazione e Tecnologia” nella trasformazione dell’efficienza operativa, nel miglioramento della qualità dei servizi e nell’ottimizzazione dell’erogazione dei servizi.

Tale progetto ha l’obiettivo di consentire l’integrazione di tutti gli stakeholder e dei servizi o funzioni correlati ai sistemi sanitari Ayush, coinvolgendo tutte le strutture AYUSH (Ayurveda, Yoga e Naturopatia, Unani, Siddha e Omeopatia), inclusi laboratori e ospedali, oltre a promuovere i sistemi sanitari tradizionali. Questa e simili iniziative stanno costruendo un ecosistema digitale completo, nuovo, che include la fornitura clinica (A-HMIS), la ricerca (Ayush Research Portal), l’istruzione, il Learning Management System (e-LMS) e la sanità pubblica (Ayush Sanjivani), ponendo tuttavia, alcuni interrogativi sull’espansione tecnologica: è possibile digitalizzare antichi sistemi di conoscenza medica senza infliggere un riduzionismo epistemico?

Vero è, infatti, che l’IA eccelle nel riconoscimento di pattern all’interno di vasti set di dati, ma ha difficoltà con il significato contestuale, il ragionamento causale e la coerenza etica. L’Ayurveda, al contrario, fonda la conoscenza valida (Pramāṇa) sull’intelligenza integrativa (Prajñā) e sull’intuizione esperienziale diretta (Svānubhava).

Quando i costrutti ayurvedici vengono codificati come campi di database o funzionalità di apprendimento automatico (ML), le loro dimensioni semantiche critiche rischiano di essere compresse in proxy computazionali che mantengono le etichette, ma scartano il significato.

La proposta

Una soluzione a questa criticità potrebbe essere rappresentata dall’Introspezione Distribuita Strutturata (SDI), intesa come framework che costituisce un’epistemologia digitale per l’Ayurveda. L’SDI fornisce un’architettura metodologica per la cognizione che incorpora la consapevolezza come variabile operativa, consentendo ai sistemi di mantenere la coerenza semantica attraverso cicli di feedback introspettivi.

Questo framework viene poi reso operativo attraverso la Medicina e Scienza Collaborative (CoMS), un metodo traslazionale in tre fasi (Riformulazione → Modellazione → Localizzazione) che preserva l’integrità semantica permettendo al contempo l’implementazione computazionale e la comparabilità scientifica. In quest’ottica, l’integrazione di SDI e CoMS possono fungere sia da base teorica sia di metodologia pratica per la strutturazione di una Salute Digitale Consapevole: sistemi che integrano l’intelligenza con il significato, il calcolo con il contesto e l’efficienza con la coerenza etica.


Il nuovo orientamento

L’integrazione dell’SDI nel CoMS può costituire un modello per il riorientamento filosofico della salute digitale dal data-centrismo al meaning-centrismo. Ovvero, se la consapevolezza viene trattata come una variabile operativa, i sistemi possono sviluppare quella che potrebbe essere definita “Intelligenza Dharmica“: un processo decisionale guidato dalla coerenza e dall’allineamento etico piuttosto che da un’ottimizzazione ristretta.

Il framework dell’SDI fornisce un’istanziazione computazionale del concetto ayurvedico di Prajñāparādha (errore intellettivo) come causa principale di disfunzione, dove i sistemi che non riescono a verificare introspettivamente la propria coerenza risultano più vulnerabili ed esposti a tali errori. Tutto ciò si traduce nella necessità di interoperabilità epistemica, ovvero la capacità di scambiare non solo dati, ma anche significati contestualmente appropriati. In questo contesto e secondo questa lettura, l’Ayurveda si pone non come un sistema ereditario passivo da preservare, ma come partner attivo nell’articolazione dell’informatica sanitaria di prossima generazione. La sua sofisticata epistemologia che integra percezione, inferenza e testimonianza, fornisce risorse concettuali di cui l’IA è in gran parte priva.

L’SDI (nucleo epistemico) all’interno del CoMS (nucleo traslazionale) fornisce un percorso rigoroso, incentrato sui concetti, per la digitalizzazione dell’Ayurveda che consente l’interoperabilità senza cancellare l’identità, allineando la pratica ai principi dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per un’IA responsabile e culturalmente fondata. In buona sostanza, in questa visione, l’Ayurveda Digitale funge da catalizzatore per una nuova ecologia della conoscenza partecipativa: uno spazio dinamico in cui esseri umani e macchine, dati e saggezza, co-evolvono verso un approccio all’assistenza sanitaria più integrato, intelligente ed eticamente fondato. In questo modo l’affermazione classica secondo cui l’Ayurveda è la “scienza eterna” trova nuova espressione, non attraverso una conservazione statica, ma nel continuo rinnovamento epistemologico sulla frontiera digitale.

Studio
Morandi A. Conscious digital health: Integrating Ayurvedic epistemology with Artificial Intelligence. International Journal of Ayurveda Research, 2025, Vol. 6, Issue 4, pp355-364. DOI: 10.4103/ijar.ijar_292_25