Lo screening cardiaco nei giovani con elettrocardiogramma (ECG) può individuare precocemente patologie cardiovascolari potenzialmente letali e contribuire alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa. È quanto emerge da un ampio studio condotto dalla City St George’s University di Londra e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, che ha analizzato i dati di oltre 104.000 persone tra i 14 e i 35 anni sottoposte a controlli cardiologici nell’ambito del programma nazionale Cardiac Risk in the Young (CRY).
I risultati evidenziano non solo l’efficacia dello screening con ECG nella popolazione giovane, ma anche l’importanza di controlli ripetuti nel tempo per individuare condizioni cardiache che possono svilupparsi progressivamente. Si tratta della più ampia ricerca del genere.
I risultati dello studio
I ricercatori hanno scoperto che uno su 300 giovani sottoposti a screening e valutazione è stato identificato con patologie cardiache che potrebbero avere conseguenze fatali se non monitorate e non trattate.
Oltre il 40% delle persone diagnosticate durante il periodo di 10 anni ha ricevuto interventi significativi di riduzione del rischio, tra cui defibrillatori impiantabili, pacemaker, chirurgia di ablazione o, in due casi, trapianto di cuore. Al resto della popolazione identificata con problemi cardiaci sono stati offerti vari percorsi terapeutici, tra cui farmaci, monitoraggio e importanti consigli sullo stile di vita e sull’esercizio fisico.

I risultati forniscono la panoramica più completa fino ad oggi sullo screening cardiaco nella popolazione generale, dimostrando che la sensibilità degli attuali protocolli di test è pari al 77% con un tasso di falsi positivi molto basso, appena del 2,1%.
Inoltre, i dati evidenziano anche che un test “una tantum” non è sempre sufficiente e che è necessario uno screening più regolare per identificare le patologie. Infatti, durante un periodo di follow-up di sei anni dopo lo screening, lo 0,08% delle persone che avevano un risultato ECG normale al momento dello screening è stato successivamente diagnosticato con condizioni associate a morte cardiaca improvvisa o arresto cardiaco improvviso.
Prospettive future: il ruolo dell’intelligenza artificiale
Alla luce dei risultati, Michael Papadakis, professore di cardiologia al City St George’s e responsabile dello studio, spiega che per ridurre ulteriormente i casi di morte cardiaca improvvisa nei giovani, è necessario sviluppare strategie di prevenzione ancora più efficaci e intelligenti.
Il team del City St George’s sta ora ampliando la sua ricerca e prevede di riportare i risultati di 300.000 individui sottoposti a screening nei prossimi due anni. Il lavoro futuro esplorerà come l’intelligenza artificiale possa supportare l’interpretazione dell’ECG, identificando indizi che l’occhio nudo non è in grado di vedere.
Studio
MacLachlan, H.; Bhatia, R.; Raju, H.; Mellor, G.; Androulakis, E.; Basu, J.; Behr, E.R.; Chandra, N.; Chatrath, N.; Dhutia, H.; et al. Cardiac Screening for Conditions Associated With Sudden Cardiac Death. JACC 2026, 87, 756–768, https://doi.org/10.1016/j.jacc.2025.11.049.



