La restrizione calorica può rallentare la crescita tumorale: uno studio americano

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Abbattimento del 20-25% dell’apporto calorico in associazione a terapia farmacologica mirata. Può essere una strategia efficace sul controllo del tumore, rallentandone la crescita. Le evidenze sono emerse da un lavoro di ricerca del Massachusetts Institute of Technology (MIT), pubblicato su Nature

L’influenza della dieta sulla possibile insorgenza e sviluppo di alcune patologie oncologiche è nota. Partendo, tuttavia, dalla premessa che il processo non sia associabile a uno o più specifici cibi, ma al regime dietetico nella sua totalità, ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno avviato esperimenti su topi in cui era stata indotta la formazione di un tumore del pancreas, finalizzata a valutare i potenziali benefici di due differenti diete. L’una a restrizione calorica, con un taglio di circa il 20-25% delle calorie totali, l’altra chetogenica a basso contenuto di carboidrati, elevato contenuto di grassi e proteine.

Lo studio (“Low glycaemic diets alter lipid metabolism to influence tumour growth”) è stato pubblicato su Nature. Due gli oggetti di indagine: valutare la superiorità di efficacia dell’una rispetto all’altra e osservare l’impatto di glucosio e lipidi, entrambi implicati nella crescita tumorale, sul controllo/evoluzione della massa tumorale. I due regimi alimentari hanno portato a evidenze differenti.

Glucosio e lipidi

Primo obiettivo dei ricercatori è stato dunque quello di bloccare l’apporto di zuccheri al tumore, ovvero di abbassare i livelli di glucosio nel sangue, raggiunto sia in topi alimentati con dieta a restrizione calorica sia chetogenica. Diversa invece la risposta ai lipidi di cui si stata osservata una riduzione in caso di dieta a restrizione calorica e un aumento con la dieta chetogenica. Il fenomeno ha dunque permesso di capire che (anche) la carenza di lipidi è ‘strategica’ per rallentare la crescita della massa tumorale, con un impatto di efficacia perfino superiore rispetto alla riduzione di glucosio.

Risultato riconducibile al fatto che lipidi sono elemento essenziale per la costruzione della membrana cellulare che le cellule possono procurarsi nei tessuti, o quando non disponibili, devono autoprodurli partendo dalla materia prima, gli acidi grassi insaturi. In questa direzione la dieta chetogenica fornisce lipidi in quantità tali da non richiedere l’auto-produzione da parte della cellula, mentre la restrizione calorica, tagliando l’apporto di lipidi e dunque anche di acidi grassi, priva le cellule, compreso quelle tumorali, dei mattoni per strutturare le loro membrane. Ecco dunque che i topi nutriti con dieta ipocalorica hanno mostrato una crescita sensibilmente più rallentata del tumore rispetto ai pari alimentati con dieta chetogenica.

L’applicazione nella clinica

I risultati di laboratorio non sono indicativi né garanti di una medesima risposta di efficacia sull’uomo e al riguardo dovranno essere eventualmente avviati studi mirati. Tuttavia le prime evidenze circa la dipendenza delle cellule tumorali dalla disponibilità di acidi grassi insaturi, secondo i ricercatori del MIT, potrebbero essere sfruttate per sviluppare farmaci inibitori della crescita del tumore.

Fonte:

  • Lien EC, Westermark AM, Zhang Y et al. Low glycaemic diets alter lipid metabolism to influence tumour growth. Nature (2021). https://doi.org/10.1038/s41586-021-04049-2

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