NienteMale Roadshow per la terapia del dolore

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img_5131“NienteMale Roadshow” è un percorso itinerante di incontri rivolti all’opinione pubblica che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul loro diritto ad accedere alla terapia del dolore, come stabilito dalla Legge 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” , e di informarli dell’esistenza di una rete di assistenza a cui si possono rivolgere per avere soluzioni contro il dolore.

“La legge 38 del 15 marzo 2010 è una legge di progresso, ed è considerata a livello mondiale una legge “modello” a tutela del cittadino. E’ innegabile che dal 2010, in Italia, ci sia stata una evoluzione culturale sul tema dolore. Basti pensare che fino a sei anni fa serviva una ricetta in triplice copia ed un medico “open-mind” per poter curare un paziente con i derivati della morfina… ed oggi invece stiamo lavorando per l’approvazione della cannabis ad uso medico. Nonostante questo, la conoscenza della legge 38 è ancora lacunosa e clamorosamente insufficiente.”  Ha dichiarato Guido Fanelli, Professore Ordinario di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore dell’Università degli Studi di Parma, sottolineando l’importanza di NienteMale Roadshow – “Iniziative come questa, che si rivolgono al cittadino paziente e al cittadino medico, e che arrivano nella provincia, assumono un grande valore sociale e informativo”.

Dal dibattito è emerso come purtroppo non esistano limiti di età alla percezione del dolore, come ha spiegato la Responsabile del Centro Regionale Veneto Terapia del Dolore Pediatrico Università di Padova, Franca Benini: “Molteplici, soprattutto per l’età pediatrica, sono le conseguenze, a breve e lungo termine, di un dolore non trattato. Inoltre le conoscenze raggiunte in ambito diagnostico e terapeutico sul dolore nel bambino sono tali e tante da poter assicurare un corretto ed efficace approccio antalgico nella quasi totalità dei casi. Purtroppo nella realtà clinica attuale, rimane ancora molto da fare; – conclude Franca Benini – informazione, formazione, professionalità e motivazione al cambiamento rappresentano gli strumenti per centrare l’obiettivo e riconoscere anche al paziente pediatrico, il Diritto a non avere dolore.”

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