Prevenire le malattie da raffreddamento con la fitoterapia

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rosa-caninaNumerose sono le prove a sostegno di un legame tra esposizione al freddo e minore resistenza alle infezioni e di come lo stare in ambienti piccoli, poco aerati e affollati favorisca la trasmissione dei virus da un organismo all’altro. I virus maggiormente coinvolti nell’insorgenza della sindrome da raffreddamento sono i rinovirus, i coronavirus, i virus sinciziali respiratori, gli adenovirus e i virus parainfluenzali. Appare evidente pertanto l’importanza di un approccio preventivo che aiuti l’organismo a rispondere in modo adeguato alle “aggressioni” ambientali.

In questa ottica risulteranno utili per le proprietà antiossidanti e di potenziamento alla risposta immunitaria piante ricche in vitamina C come, ad esempio: Hippophae rhamnoides L., Malpighia glabra L., Rosa canina L., ecc.

Hippophae rhamnoides L.

I frutti dell’olivello spinoso risultano particolarmente ricchi in acido ascorbico, acido malico, malato di calcio, mannite, quercetina, provitamina A, B1, B2 e B6, E, ecc. La presenza nel fitocomplesso di sostanze ad azione antiossidante, quali le vitamine E ed il ß-carotene, favorisce l’azione protettiva antiossidante della vitamina C. Il National Research Council indica per gli adulti in 60 mg di vitamina C la posologia giornaliera ottimale, mentre altri, indicano in 100 mg/die la posologia necessaria per il mantenimento di un buono stato di salute. Il frutto di olivello contiene 13,9 – 32,9 mg% di vitamina C: un bicchiere medio di spremuta d’arancio fresca (100 g) può fornire da 15 a 35 mg di vitamina C. I frutti di olivello spinoso presentano proprietà toniche e vitaminizzanti e si usano nella prevenzione delle malattie infettive, nelle deficienze immunitarie, nell’anemia, nelle convalescenze, come corroboranti nelle astenie funzionali e per migliorare l’appetito facilitando il raggiungimento del peso ottimale in soggetti astenici.

Per uso esterno, alle bacche sono riconosciute inoltre proprietà astringenti ed anti-infiammatorie in particolare volte a rassodare le gengive e a lenire i processi flogistici a carico della mucosa orale (Posologia: Succo: 20 g al dì; Sciroppo: 40 g al dì).

 

Malpighia glabra L.

L’acerola è originaria dell’America del Sud e della zona tropicale delle Antille: si deve a Linneo l’attribuzione del nome Malpighiana in onore di Marcello Malpighi, celebre biologo del XVII secolo. Si utilizzano i frutti della pianta: si tratta di bacche rosse chiamate per il loro aspetto ciliegie delle Antille. Sono particolarmente ricche in acido ascorbico: la polpa del frutto ne può contenere da 1000 a 4000 mg/100 g a seconda delle condizioni di coltivazione e lo stato di maturità (la concentrazione di acido ascorbico diminuisce con la maturità del frutto). A titolo di paragone si ricorda che il limone contiene dai 20 ai 60 mg/100g. Oltre alla vitamina C il frutto contiene ß-carotene, carotenoidi e antociani. Sono presenti anche calcio (8.2-34.6 mg), ferro (0.17-1.11 mg), ecc, e fibre. Con la polpa del frutto può essere preparata una marmellata: viene segnalato che il procedimento termico non distrugge completamente il contenuto in vitamina C. (Posologia: Estratto secco (titolato in Vitamina C): da assumere alla dose giornaliera equivalenti a 60 mg di vit.C; Sciroppo: 1 cucchiaio 1-2 volte al dì.

 

Rosa canina L.

I frutti di rosa canina o cinorrodi, sono conosciuti per la ricchezza in vitamina C: 550 mg/100g. Tale concentrazione ne fa un ottimo coadiuvante nel trattamento negli stati carenziali e nella prevenzione e nel trattamento delle affezioni invernali a carico dell’apparato respiratorio. Nei frutti freschi il contenuto in vitamina C risulta elevato così come nelle gemme utilizzate in Gemmoterapia. Durante il processo di essiccamento tuttavia ne viene distrutto dal 45 al 90%. (Posologia: Tisana: versare acqua bollente su 2-2,5 g di droga sminuzzata, lasciare in infusione per 10-15 minuti ed infine filtrare (un cucchiaino da tè corrisponde a 3,5 g di droga); Estratto secco nebulizzato e titolato al 4% in vitamina C (Farmacopea francese): da assumere alla dose giornaliera equivalenti a 60 mg di vit.C).

La prevenzione che può essere attuata anche a tavola con un consumo regolare di frutta e verdura, ricche in Vitamina C. Numerosi studi confermano che un loro maggior consumo oltre ad aumentare le capacità vitali dell’organismo, lo aiutano a resistere alle infezioni. Ogni stagione ha le sue peculiarità anche in senso alimentare: riscoprire la frutta e la verdura “di stagione”, recuperare gli alimenti legati ai ritmi biologici della natura, valorizzarli bilanciandoli con quelli disponibili tutto l’anno, può essere un modo di alimentarsi secondo un calendario secolare che può aiutarci, grazie alle caratteristiche benefiche che li contraddistinguono, a meglio affrontare l’inverno. Si segnalano in particolare la melagrana e la zucca.

 

Punica granatum L.

La melagrana presenta una buona concentrazione di vitamina C, circa 20 mg per 100 g, superiore alla maggior parte dei frutti freschi. Sono presenti vitamine del gruppo B, in particolare B3, B5 e B6. La provitamina A è presente in tracce. I minerali sono abbondanti (700 mg) e sono rappresentati da potassio (250 mg), fosforo, calcio e magnesio; sono presenti anche concentrazioni non trascurabili di oligoelementi di ferro (1 mg), zinco (0,4 mg), manganese (0,13 mg) e rame (0,12 mg). Gli acidi organici (acido citrico e acido malico) determinano il sapore acidulo del frutto. Moderatamente zuccherino, grazie alla presenza di vitamine, minerali e oligoelementi ad azione antiossidante ed energetica, può ricoprire un interessante ruolo di prevenzione nei confronti delle malattie da raffreddamento. Con la polpa che circonda i semi si prepara uno sciroppo molto gradevole ed efficace. Uno studio recentemente pubblicato ha evidenziato che il succo di melograno e l’olio ottenuto dai semi avrebbero la capacità di preservare l’ossidazione dei lipidi e quindi sarebbero in grado di manifestare proprietà antiossidanti. Dal punto di vista dietetico e alimentare una melagrana, per 100 g di parte edibile, fornisce 62 kcal: la parte edibile è il 59% del frutto.

 

Cucurbita spp.

La polpa della zucca presenta un’alta concentrazione in provitamina A (o carotene): una porzione di 200 g basta a coprire il fabbisogno giornaliero. La zucca si situa così fra le verdure più ricche in provitamina A, dopo la carota, gli spinaci ed il cavolo. Una buona concentrazione di provitamina A nell’alimentazione è correlato ad un aumento della risposta immunitaria, ad un’azione antiossidante a livello cellulare e antiaterosclerosi. L’elevata concentrazione in carotenoidi (beta-carotene, luteina, zeaxantina, ecc.) determina infatti interessanti proprietà antiossidanti, in grado cioè di proteggere le cellule dai danni provocati dai radicali liberi: in particolare il beta-carotene agirebbe favorevolmente a livello del sistema immunitario, mentre luteina e zeaxantina accumulandosi nella retina e nella la macula le proteggono dallo stress ossidativo che potrebbero loro causare danni. Uno studio ha segnalato inoltre che la regolare assunzione di luteina e zeaxantina è associata ad un minor rischio di degenerazione maculare e cataratta (J.Am.Coll. Nutr. 2004 ). La vitamina C (7 mg a 100 g) è protetta dalla buccia spessa della zucca che ne evita così il deterioramento. Ricca in acqua e fibre, la polpa della zucca favorisce anche un buon funzionamento intestinale.

Enrica Campanini