Trattamento omeopatico delle verruche

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Le verruche cutanee sono determinate dall’ipertrofia dello strato spinoso cutaneo indotta dal papilloma virus umano. Sono contagiose e l’inoculazione è favorita dai piccoli traumi; più frequenti nei bambini e nei giovani, sono generalmente benigne e autolimitanti. Alcuni sottotipi virali, tuttavia, possono predisporre all’insorgenza del carcinoma spinocellulare.
Le aree più colpite sono mani, piedi, viso, ginocchia, cute perianale e genitale. Poiché la maggior parte delle lesioni si risolve spontaneamente, occorre valutare attentamente la terapia da adottare e, comunque, la chirurgia e la radioterapia dovrebbero essere evitate, salvo situazioni particolari (ad esempio allotrapiantati d’organo, per i quali è alto il rischio di cancerizzazione). La crioterapia con azoto liquido è il trattamento convenzionale più utilizzato.

Verruche e omeopatia

I casi che più spesso vengono all’attenzione dell’omeopata sono quelli che si riferiscono alla presenza di verruche molteplici o recrudescenti, pluritrattate con terapie locali convenzionali senza esito. Va sottolineato il fatto che secondo la dottrina omeopatica le verruche sono da considerare inerenti al miasma sicotico, ovvero la tendenza di alcuni soggetti a manifestare lesioni cutanee vegetanti, unitamente a un carattere irrequieto e impaziente. Non esiste quindi un unico rimedio omeopatico per la cura delle verruche, ma il medico deve definire il proprio paziente in base alle caratteristiche fisiche e comportamentali.

Omeopatia per le verruche

I principali rimedi omeopatici indicati

Il rimedio omeopatico più conosciuto per la cura delle verruche è Thuja occidentalis: le caratteristiche fisiche che la richiamano sono la cute grassa, verruche ed escrescenze cutanee diffuse, emicrania sinistra, rinosinusiti ricorrenti, frequenti infiammazioni delle vie urinarie; quelle psicologico – comportamentali sono particolarmente interessanti, quali la bassa autostima, i disturbi ossessivi futili e, talora, sintomi pseudo allucinatori (sensazione che qualcuno le cammini vicino, di essere fragile e vulnerabile come il vetro, di essere continuamente sottoposta al giudizio altrui ne sono solo alcuni esempi).
Antimonium crudum è un altro rimedio impiegabile in caso di verruche plantari, callosità, unghie ispessite e fragili; si tratta di soggetti che presentano spesso problemi digestivi legati ad abusi alimentari, con nausea ed eruttazioni frequenti. Natrium sulphuricum è talora prescritto per verruche in bambini asmatici e che presentano frequenti disturbi intestinali, quali diarrea e meteorismo persistenti; si tratta di soggetti per lo più malinconici e molto responsabili.
Per verruche insorgenti in bambini con ritardo di sviluppo fisico o cognitivo, timidi e insicuri, con tendenza a mangiarsi le unghie, sarà indicato Baryta carbonica. Causticum invece viene sovente prescritto a soggetti freddolosi, con enuresi notturna e verruche vicino alle unghie delle mani, raucedini frequenti e balbuzie quando sono in stato di agitazione.

Si tratta, naturalmente, di alcuni esempi esplicativi di come l’omeopata deve inquadrare le verruche non solo come disturbo localizzato, ma come espressione di una sofferenza di carattere sistemico. Per dirla come Léon Vannier, omeopata costituzionalista, le verruche rappresentano uno stato di intossicazione generale dell’organismo che si estrinseca attraverso lesioni vegetanti e che protrudono, come tentativo estremo di liberarsi delle tossine accumulate.

Paolo Penco

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