Un’iniziativa per sensibilizzare alla salute mentale

0
378

Una curva in sensibile crescita con un aumento del 30% di nuove diagnosi e/o manifestazioni di disturbi psichici e psichiatrici. È questo il bilancio di causa-effetto registrato fra la popolazione italiana nel post-pandemia. Un’emergenza nell’emergenza per il Sistema assistenziale, complice la pressione aumentata sui centri di salute mentale, non adeguatamente supportati da servizi, risorse e finanziamenti dedicati per l’intercettazione precoce e gestione del problema e delle sue implicazioni: dagli effetti psicologici e sociali, al pregiudizio, all’isolamento, all’esclusione dal tessuto e dalla rete sociale di chi ne soffre. Barriere, tutte, da abbattere.

Con questo obiettivo, nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale della Salute Mentale (10 Ottobre), torna a Modena, dal 16 al 23 ottobre l’11° edizione di Màt, la più grande manifestazione sul territorio che si dedica a sensibilizzare, (in)formare, educare alla conoscenza dei disagi e disturbi psichici, mettendosi dalla parte di chi vive la malattia mentale e di chi se ne prende cura quotidianamente, con un vasto e variegato programma di eventi.

L’importanza di una corretta informazione

«A più di quarant’anni dalla Legge “Basaglia” – dichiara Fabrizio Starace, componente del Consiglio Superiore di Sanità, psichiatra, direttore del Festival e del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Azienda Ausl di Modena – è ancora aperto il problema di una corretta informazione per superare la discriminazione sul disagio mentale e favorire l’inclusione delle persone che ne soffrono. Nel nostro Paese i problemi di salute mentale sono più diffusi di quanto si immagina, spesso sottaciuti per imbarazzo o vergogna. Conoscerli è l’unico modo per non lasciarsene intimorire e darsi la forza di includere nella nostra vita la fragilità. Perché non c’è salute senza salute mentale». Come proclama l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Un fitto programma di eventi

In calendario oltre 100 incontri, tra dibattiti, conferenze, approfondimenti, eventi artistici e culturali incentrati, quest’anno, sul peso e complicità della pandemia nello sviluppo e sequele della malattia mentale. Il programma definitivo della manifestazione, in fase ancora di definizione, includerà:

  • Seminari, incontri e convegni che affronteranno il tema della salute mentale sotto diversi aspetti: tra questi il body-shaming e il disagio psichico che ne deriva (“Liberi dall’apparire: body shaming, pratica quotidiana di esclusione inconsapevole”, 19 ottobre in collegamento da Finale Emilia, a cura del Centro di Salute Mentale di Mirandola, Cooperativa sociale Gulliver, Liceo Morando Morandi); l’impatto della pandemia sullo stato di salute psicofisico delle giovani generazioni (“Emergenza psicologica e pedagogica: le conseguenze della gestione della pandemia nei minori”, 22 ottobre a Modena, a cura di Priorità alla Scuola Modena, Associazione Idee in Circolo).
  • Spettacoli teatrali, ovvero l’arte come strumento terapeutico per superare la malattia. In scena dodici pazienti-attori, le loro riflessioni sul teatro, pensieri e emozioni durante il lockdown (“Con le ali”, 17 ottobre a Nonantola, a cura di Comunità Terapeutica Casa San Matteo Ceis A.R.T.E; “Teatro, amore e fantasia”, 19 ottobre a Modena, a cura di Compagnia Teatrale “Diurni&Notturni”).
  • Appuntamenti musicali, tra cui un reading musicale che affronta il tema della libertà e dei diritti individuali. Donne raccontano il proprio percorso di malattia, dall’internamento in manicomio, alla “libertà”, al recovery (“5000 rose”, 17 ottobre, Modena, a cura di Associazione Amici della Musica);

Filo conduttore comune a tutti gli eventi, l’importanza di garantire il diritto alla salute mentale a chiunque e ovunque. Màt, promossa dall’Azienda USL di Modena, è stata organizzata con la partecipazione di Arci Modena, dei Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Emiia-Romagna, in collaborazione con oltre 100 associazioni di volontariato e realtà del territorio, quali istituzioni pubbliche, cooperazione sociale e gruppi informali di cittadini attivi.