Le carni avicole si confermano tra le protagoniste della tavola italiana: non solo perché 9 italiani su 10 le consumano, ma anche per il loro profilo nutrizionale e per il contributo che possono offrire al benessere, se inserite in una dieta varia ed equilibrata. Pollo e tacchino si distinguono, infatti, per l’elevato apporto di proteine ad alto valore biologico, per il contenuto particolarmente ridotto di grassi nei tagli magri privi di pelle (inferiore all’1-1,2% per 100 g di prodotto crudo), nonché per la presenza di vitamine del gruppo B, minerali come ferro, zinco e selenio e aminoacidi di elevata qualità.
Le evidenze a favore
Le evidenze scientifiche assegnano, inoltre, a queste proteine un ruolo importante in ambito di prevenzione. Sono stati rilevati effetti potenzialmente protettivi sul declino cognitivo e in alcuni contesti, una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, in particolare quando inserite in una dieta sana ed equilibrata.
Sono questi alcuni risultati della revisione scientifica condotta dal gruppo di lavoro SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) presentata in occasione del congresso annuale a Bergamo. Il lavoro, coordinato dalla professoressa Livia Pisciotta, Ordinaria di Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Genova e Direttrice della Scuola di Specializzazione, raccoglie le evidenze scientifiche più aggiornate degli ultimi anni.
«Secondo le raccomandazioni nutrizionali nazionali e internazionali e le nuove conoscenze scientifiche emerse sul tema della salute pubblica, la carne avicola conferma di avere un ruolo centrale, a tutte le età, nell’alimentazione umana, – afferma Livia Pisciotta. – Pollo e tacchino si configurano come una risorsa alimentare preziosa, in grado di conciliare esigenze nutrizionali e sicurezza alimentare, purché il loro consumo sia collocato nelle quantità raccomandate, all’interno di una dieta ricca e varia sul modello della dieta mediterranea».
La V Revisione dei Livelli di Assunzione di Riferimento Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) pubblicata dalla SINU, riconferma la porzione standard di 100 g per le carni “bianche”, categoria nella quale sono incluse le carni avicole, e le Linee Guida CREA per una sana alimentazione consigliano da 2 a 3 porzioni settimanali di carne, preferendo quelle bianche non trasformate. Questo corrisponde a un apporto di circa 30-45 g/die, che è in linea con la media nazionale attuale. Lo studio conferma inoltre come le carni avicole sono adatte a tutte le età: nello svezzamento per il buon apporto di ferro e la minore possibile allergenicità rispetto ad altre fonti proteiche di origine animale; negli anziani per il mantenimento della massa muscolare; in gravidanza per il supporto ai fabbisogni nutrizionali; negli sportivi per recupero e performance.
«Le carni avicole – spiega Lara Sanfrancesco, direttrice di Unaitalia – si confermano una scelta di valore assoluto, capace di armonizzare salute, sicurezza alimentare e accessibilità. In un contesto in cui la consapevolezza alimentare è sempre più centrale, il profilo nutrizionale di pollo e tacchino, confermato dalla SINU, si distingue per la capacità di rispondere alle esigenze moderne di prevenzione e benessere ad ogni età. Queste caratteristiche, unite alla grande versatilità, rendono le carni avicole tra le più apprezzate dagli italiani, con un consumo in costante crescita».
Numeri e trend
Una preferenza confermata dai numeri: in Italia si è passati dai 21,38 kg pro-capite del 2023 ai 22,05 kg del 2024, toccando il valore più alto dell’ultimo decennio.
La tendenza è in linea con quella globale, che secondo le proiezioni FAO-OCSE porterà il pollame a coprire entro il 2030 quasi la metà del mercato mondiale delle carni.



