Depressione: l’attività fisica offre effetti terapeutici più rapidi dei farmaci

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La medicina generale e la specialistica sono sempre più concordi nel ritenere che l’attività fisica vada prescritta al pari di una terapia farmacologica, in grado di supportarne e potenziarne i benefici o di contribuire efficacemente al superamento di una condizione patologica.

Ciò è vero in moltissime malattie croniche, ad esempio cardiovascolari o oncologiche in qualunque fase della malattia, in prevenzione-trattamento-mantenimento e anche in patologie psichiche. Le evidenze, in quest’ultimo caso, arrivano da un recente studio (Effectiveness of physical activity interventions for improving depression, anxiety and distress: an overview of systematic reviews”) pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, secondo cui nel paziente con depressione e/o ansia, l’attività fisica avrebbe una rapidità di azione superiore a quella farmacologica con indiscussi vantaggi nella gestione della problematica e sulla qualità della vita della persona.

Tutela anche la salute mentale

Non solo per il fisico e lo spirito, l’attività fisica è benefica anche per la psiche, con effetti di efficacia tali da stimare che debba/possa essere introdotta nella gestione di pazienti con problemi psichici, in generale di salute mentale, come terapia di prima scelta. Gli outcome sembrerebbero infatti superiori rispetto al counselling o ai farmaci gold standard, concluderebbero gli autori di un ampio lavoro australiano, con evidenze alla mano. Resta tuttavia il fatto che nella pratica clinica l’esercizio fisico non rientra (al momento) nel PDTA della patologia mentale.

Lo studio

Gli autori della University of South Australia di Adelaide hanno esaminato lavori già presenti in letteratura: 97 revisioni, 1.039 studi per un totale di 128.119 partecipanti fra adulti sani, con disturbi mentali e con varie malattie croniche. Benefica su tutta la popolazione considerata, l’attività fisica ha dimostrato tuttavia effetti medi maggiori in soggetti con depressione (dimensione dell’effetto mediana=−0,43, IQR=da −0,66 a –0,27), ansia (dimensione dell’effetto mediano=−0,42, IQR=da −0,66 a –0,26) e disagio psicologico (dimensione dell’effetto=−0,60, IC 95% da -0,78 a -0,42), rispetto ai risultati ottenibili con cure abituali.

Tali benefici sono risultati più evidenti ad appannaggio di alcune categorie di pazienti: depressi, donne in gravidanza e dopo il parto, persone sane, pazienti con diagnosi di HIV o malattie renali. Non ultimo l’esercizio fisico avrebbe dimostrato maggiore rapidità di azione rispetto ad altre terapie standard: 12 settimane, in alcuni casi un tempo ancora minore, sono state sufficienti per ridurre i sintomi specifici di diverse problematiche di salute mentale.

Anche l’intensità conta

Quanto spingere con l’attività fisica? Si può “osare”. Partendo da un dato di efficacia valevole per tutte le tipologie di attività fisica, i dati dello studio evidenzierebbero maggiori benefici in persone sottoposte a un programma di esercizi ad alta intensità, con miglioramenti più sensibili su stati di depressione e ansia, rispetto ad attività di tipo aerobico come camminare, esercizi/allenamento di resistenza, pilates e yoga.

La ricerca mostra, comunque, che anche “blandi” esercizi sono in grado di operare cambiamenti positivi sulla salute mentale. Risultati che secondo gli autori porterebbero a stimare che l’attività fisica debba essere considerata un approccio fondamentale nella gestione del paziente con depressione, ansia e disagio psicologico.

Fonte:

  • Singh B, Olds T, Curtis R et al. Effectiveness of physical activity interventions for improving depression, anxiety and distress: an overview of systematic reviews. British Journal of Sports Medicine, 2023.