Stress e ansia lieve emergono tra le principali cause, mentre cresce il ricorso agli integratori alimentari come supporto al riposo.

Il sonno di buona qualità sembra riguardare una minoranza della popolazione italiana. Da una recente indagine realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute emerge che solo 1 italiano su 4 (25,5%) dichiara di dormire sempre bene.

Tra le persone che riferiscono difficoltà legate al sonno, il 67% ricorre almeno occasionalmente agli integratori alimentari per favorire il riposo, mentre 1 italiano su 4 (25%) ne fa un uso abituale.

Le categorie più utilizzate includono prodotti a base di vitamine e minerali, integratori con ingredienti vegetali e melatonina.

Nel 2025, il mercato degli integratori per il benessere mentale e per i disturbi legati al sonno ha superato i 223 milioni di euro a valore, in crescita del 7,3% rispetto al 2024.

La qualità del sonno è uno dei determinanti del benessere psicofisico, ma resta una condizione non sempre raggiunta. Secondo l’indagine realizzata da AstraRicerche per Integratori & Salute, quasi 3 persone su 4 (74,5%) riferiscono difficoltà occasionali ad addormentarsi nel corso della settimana; oltre un terzo (35,4%) afferma di sperimentare questa condizione spesso o sempre.

Sonno e benessere psicofisico: aumenta il ricorso agli integratori

Tra i rimedi adottati dagli italiani che riferiscono disturbi del sonno, gli integratori alimentari occupano un ruolo significativo. Il 67% dichiara di utilizzarli almeno occasionalmente come supporto per addormentarsi e per il benessere psicofisico; il 25% ne fa un uso abituale, mentre il 42% vi ricorre sporadicamente.

Le tipologie più considerate sono i prodotti a base di vitamine e minerali, utilizzati da 1 italiano su 2 (51%), seguiti dagli integratori a base di ingredienti vegetali (49,5%) e dalla melatonina (36%).

Il dato si inserisce in un trend di consumo in crescita. Secondo le elaborazioni di Integratori & Salute su dati NewLine, nel 2025 il mercato degli integratori per il benessere mentale e per favorire il sonno ha superato i 223 milioni di euro a valore (+7,3%), con oltre 15,5 milioni di confezioni vendute (+5,7%).

«Questi dati confermano una maggiore attenzione degli Italiani verso aspetti della salute che oggi sappiamo essere centrali, – afferma Franca Marangoni, responsabile Ricerca di Nutrition Foundation Italy (NFI). – Sonno, equilibrio psicologico e benessere fisico sono strettamente collegati e vanno sostenuti con uno stile di vita attivo, mantenendo le relazioni sociali e adottando un’alimentazione varia ed equilibrata, adeguata ai fabbisogni individuali. Dal punto di vista nutrizionale, accanto alle evidenze consolidate del ruolo di specifici micronutrienti, come alcune vitamine del gruppo B, vitamina C, magnesio e zinco, che partecipano a processi essenziali per la normale funzione cognitiva e psicologica, la ricerca scientifica sta aggiungendo nuovi elementi a supporto di altre sostanze come il triptofano, gli  omega-3 e specifici composti ad azione antiossidante e antinfiammatoria presenti in alcuni estratti vegetali, dei quali sono allo studio i potenziali meccanismi d’azione con i quali svolgerebbero un ruolo di supporto, specie nell’ambito di strategie più ampie orientate al benessere».

Stress e ansia lieve tra i principali fattori associati alle difficoltà di addormentamento

Le difficoltà di addormentamento risultano associate soprattutto alla sfera emotiva. Stress e ansia lieve sono indicati da 6 italiani su 10 (61%) come i principali fattori che incidono sul sonno, seguiti dalle preoccupazioni lavorative (21%). Anche fattori ambientali e comportamentali hanno un ruolo: rumori esterni (18%) e utilizzo di dispositivi elettronici nelle ore serali (17%), fenomeno particolarmente diffuso tra i più giovani.

Relax prima di dormire: tisane, televisione e smartphone

L’indagine descrive strategie eterogenee adottate dagli italiani per favorire il rilassamento serale. La tisana resta la soluzione più diffusa, scelta da oltre un terzo degli intervistati (34,5%), seguita dalla visione di programmi televisivi (33%) e dall’utilizzo dello smartphone (33%). Tra le attività citate rientrano anche l’ascolto di musica (24%) e la lettura di un libro (17%).

Il quadro mostra anche una differenza generazionale: le fasce più giovani affiancano pratiche tradizionalmente associate al relax ad abitudini legate all’uso dei dispositivi digitali. Nella Gen Z, quasi 1 giovane su 2 (46%) dichiara di utilizzare lo smartphone prima di addormentarsi. Il dato evidenzia una contraddizione: mentre aumenta l’attenzione verso attività pensate per favorire il rilassamento serale, una parte consistente degli italiani continua a esporsi a schermi e contenuti digitali nelle ore che precedono il sonno.

«Routine regolari, alimentazione equilibrata e gestione dello stress sono comportamenti semplici, ma importanti per sostenere il riposo notturno, che è una fase attiva di riequilibrio dell’organismo, essenziale anche, ma non solo, per la regolazione emotiva, la funzione cognitiva, il metabolismo, – prosegue Marangoni. – Oggi sappiamo che del sonno non conta solo la durata: la continuità, la regolarità e la sensazione di recupero al risveglio sono determinanti del benessere complessivo e anche piccoli miglioramenti di questi aspetti, se mantenuti nel tempo, possono contribuire a un migliore equilibrio fisico e mentale.»

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