Il cambio di stagione incide per quasi 8 italiani su 10 (77%) su benessere fisico e mentale. Nello specifico, è il passaggio dall’inverno alla primavera a rappresentare il momento di maggiore vulnerabilità per l’organismo (29,5%), mentre quello dall’estate all’autunno è considerato il meno responsabile di stress, stanchezza o calo di energia (20%).
3 italiani su 4 (75%) ricorrono agli integratori alimentari per contrastare disagio e spossatezza durante il cambio di stagione.
Questi sono alcuni dei dati emersi da un’indagine commissionata ad AstraRicerche da Integratori & Salute che ha evidenziato l’impatto del cambio di stagione sull’organismo e il ruolo giocato dagli integratori in questo scenario.
I prodotti più utilizzati
Dall’indagine AstraRicerche emerge che le categorie di integratori più utilizzate durante il cambio di stagione sono i multivitaminici e multiminerali (45%) e le vitamine (38%), in risposta al bisogno di energia e supporto generale. Seguono gli integratori per le difese immunitarie (24%), per lo stress (23%) e per il sonno (22%), a conferma dell’attenzione crescente anche al benessere mentale.
«I risultati dell’indagine che abbiamo condotto con AstraRicerche – sostiene Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute – evidenziano come, soprattutto nei momenti di transizione stagionale, gli italiani siano sempre più attenti alla gestione del proprio benessere e riconoscano negli integratori alimentari un alleato diffuso. Per il comparto che rappresentiamo, questo si traduce in una responsabilità importante: garantire qualità, sicurezza e trasparenza, ma anche promuovere una corretta informazione. Come Integratori & Salute lavoriamo affinché il consumatore sia sempre più consapevole e possa fare scelte informate, valorizzando il ruolo degli integratori all’interno di uno stile di vita sano.»

I sintomi maggiormente diffusi
Il cambio di stagione coincide con una fase di adattamento dei ritmi biologici. La sensazione più diffusa, evidenzia l’indagine, riguarda la mancanza di vitalità e di energia, indicata da quasi 8 italiani su 10 (77%), con un’incidenza maggiore tra le donne. Tra i principali campanelli d’allarme descritti dai nostri connazionali ci sono stanchezza fisica (60%), stanchezza mentale (40%) e sonnolenza (29%).
Va evidenziato inoltre come circa la metà degli intervistati (49%) segnali cambiamenti all’umore, dovuti in particolare ad ansia (26%), mancanza di sonno (24%) e irritabilità (23%).
Parallelamente il 55% degli intervistati parla di mal di testa (25%), perdita di capelli (19%), sensibilità digestiva (16%) e aumento dell’appetito (15,5%).



