Il tema del legame tra nutrizione e longevità, buona salute e invecchiamento attivo è stato tra i filoni trattati durante la XX edizione di Nutrimi – Forum di Nutrizione Pratica, recentemente tenutasi a Milano. L’evento ha rappresentato l’occasione per mettere a fuoco i numerosi aspetti che ruotano intorno al tema dell’alimentazione, declinato in diverse sfaccettature e per diversi segmenti della popolazione.

Dieta mediterranea, strada per il benessere a lungo termine

Uno dei focus della sessione relativa alla nutrizione dell’adulto ha riguardato il tema della longevità, e come la si possa costruire giorno dopo giorno, partendo dalle scelte alimentari e dallo stile di vita.

Nella relazione “Alimentazione sostenibile e consapevole: la cura del benessere a lungo termine parte dalla tavola“,  Silvia Pagliarini, biologa nutrizionista, Nutrizione & Sport Benessere in Movimento, ha analizzato il legame tra alimentazione sostenibile – basata su dieta mediterranea evitando i cibi ultraprocessati, corretta nutrizione sin dall’infanzia, invecchiamento sano – e alimentazione consapevole, con uno sguardo attento a quanto concerne la lettura delle etichette, l’origine dei cibi, la certificazione delle filiere, la riduzione degli imballaggi e la pianificazione della spesa, per evitare sprechi.
Il benessere a lungo termine e la longevità non dipendono solo dalla quantità di cibo, ma anche dalla qualità degli alimenti e delle materie prime, e dalla scelta di modelli alimentari che prevedano varietà e ricchezza di nutrienti.

La dieta mediterranea è stata, inoltre, oggetto della relazione di Roberto Volpe, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, “Dieta Mediterranea: linee guida e criticità nell’applicazione pratica“. La dieta mediterranea è un modello alimentare sostenibile che valorizza qualità e consapevolezza, caratterizzato da un consumo moderato di proteine animali – limitando carne rossa e zuccheri, a favore di cereali integrali, olio d’oliva, pesce, frutta e verdure – e che unisce stagionalità, attività fisica e convivialità. I benefici includono, oltre a un miglior controllo del peso e a effetti protettivi nei confronti di ossa e muscoli, la riduzione del rischio cardiovascolare, oncologico e metabolico e la prevenzione della sarcopenia.

Invecchiamento in salute, muscolo e microbiota lavorano insieme

Nella relazione “Il microbiota intestinale e come mantenerlo in salute“, Giovanni Barbara, dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia dell’Università di Bologna, descrive l’importanza del microbiota, costituito dall’insieme di batteri, virus e miceti che vivono all’interno dell’intestino, per la salute generale dell’organismo. Riconosciuto ormai come un organo vitale, il microbiota interviene in numerose funzioni quali la difesa dalle infezioni, la stimolazione del sistema immunitario e la produzione di vitamine. Uno stato di squilibrio del microbiota nel lungo periodo è associato alla comparsa di disturbi e malattie infiammatorie e metaboliche. La disbiosi può essere contrastata con il consumo di cibi ricchi di fibre, come alimenti integrali, frutta e verdura, e di alimenti fermentati.

Il microbiota intestinale svolge un ruolo fondamentale anche nella prevenzione della sarcopenia, attraverso un legame bidirezionale definito asse intestino-muscolo. Nell’intervento “Proteine animali e longevità attiva: il loro ruolo nella prevenzione di sarcopenia e fragilità“, Elisabetta Bernardi, nutrizionista e specialista in Scienza dell’Alimentazione, Salvator Mundi International Hospital, definisce la sarcopenia come un’epidemia silenziosa che si sviluppa a partire dai 50 anni, quando si inizia a perdere, gradualmente ma continuativamente, forza e massa muscolare. Attraverso un aumento dell’apporto proteico, anche fino a 1,5 grammi/chilo, è possibile contrastare la sarcopenia negli anziani; viene tuttavia sottolineato come una dieta di questo tipo non sia sufficiente, se non supportata dall’esercizio fisico di resistenza, fondamentale per contrastare l’infiammazione cronica e mantenere la funzionalità motoria. Oggi è noto quanto l’attività fisica di resistenza produca delle sostanze in grado di influenzare il metabolismo e la salute ossea; il microbiota può intervenire nella promozione della salute muscolare, riducendo il grado di infiammazione cronica di base, tra le cause del deterioramento muscolare nell’anziano.

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