La longevità, come sfida sanitaria, sociale ed economica, occupa oggi il centro del dibattito scientifico e istituzionale. Su questo tema si è svolta a Roma, su iniziativa del senatore Guido Liris, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Longevitas, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Longevitas e dedicata ai giovani laureati e laureandi delle università italiane impegnati nei temi dell’invecchiamento attivo e della qualità della vita.
L’edizione 2026
Nel corso dell’evento sono stati proclamati i tre vincitori del Premio Longevitas 2026, selezionati tra le migliori tesi dedicate alla prevenzione, all’innovazione in ambito sanitario e allo sviluppo di modelli sostenibili per una società sempre più longeva.
Le tesi vincitrici hanno affrontato temi centrali per una società sempre più orientata alla longevità. Gli argomenti spaziano dall’utilizzo della musica come strumento terapeutico per migliorare il benessere dei pazienti con demenza, allo sviluppo di nuovi modelli per la misurazione della fragilità nella popolazione anziana, fino all’analisi del benessere e dell’inclusione dei lavoratori over 50, con particolare attenzione alle politiche di invecchiamento attivo.
Il primo premio è stato assegnato a Cristina Vesprini, il secondo a Maurizio Nicolaio e il terzo a Matilde Maniscalco. I lavori si distinguono per l’approccio innovativo e per l’attenzione ai temi della qualità della vita, della prevenzione e della sostenibilità dei sistemi sanitari.
Ai vincitori è stata offerta l’opportunità di partecipare al Milan Longevity Summit, in programma dal 20 al 23 maggio.
Verso una visione integrata della longevità
Il Premio si conferma come momento di confronto tra istituzioni, comunità scientifica e mondo accademico, con l’obiettivo di promuovere una visione integrata della longevità, capace di coniugare qualità della vita, salute e innovazione. In un contesto segnato dall’allungamento dell’aspettativa di vita, emerge infatti la necessità di ripensare i modelli di prevenzione e assistenza, valorizzando il contributo della ricerca e delle nuove generazioni.
«La longevità è oggi una questione di qualità della vita costruita nel tempo, che riguarda tutti a livello di impatto intergenerazionale – afferma Andrea Lenzi, presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche.- In quest’ottica, la ricerca è fondamentale: ci permette di comprendere come gli ambienti in cui viviamo influenzino il nostro benessere, la nostra salute e le nostre relazioni. Solo attraverso un approccio multidisciplinare – che unisce scienza, urbanistica, medicina, sociologia e cultura, tutti temi che le tesi presentate hanno esplorato – possiamo progettare luoghi davvero vivibili e accoglienti, capaci di sostenere le persone lungo tutto l’arco della vita».
In questo scenario si è inserita la partecipazione, in qualità di ospite speciale, di Laurent Simons, giovanissimo ricercatore di profilo internazionale. Il suo intervento ha offerto un contributo di grande interesse sulle prospettive più avanzate della ricerca scientifica, evidenziando il ruolo dell’integrazione tra fisica, intelligenza artificiale e scienze della vita nello studio dei processi di invecchiamento.
«Nel corso della storia – secondo Simons – l’umanità ha vissuto diverse rivoluzioni scientifiche e tecnologiche. Tuttavia, nessuna di queste, per quanto importante, avrà l’impatto che avrà la scienza dell’invecchiamento e della longevità. È meraviglioso constatare che l’Italia, dove il corpo umano, la bellezza e la celebrazione della vita sono così profondamente radicati nello stile di vita italiano, abbia promosso un’iniziativa nazionale grazie alla Fondazione Longevitas, volta a stimolare e premiare gli studenti che si dedicano all’incremento della durata della vita in salute attraverso una ricerca innovativa e multidisciplinare».

Il lavoro di Simons si concentra sull’analisi dei sistemi complessi e sullo sviluppo di modelli innovativi in grado di interpretare i meccanismi biologici dell’invecchiamento, con possibili applicazioni nella medicina personalizzata e nella prevenzione. Un approccio che si inserisce nel più ampio quadro della ricerca sulla longevità e che rafforza il dialogo tra discipline, uno degli elementi chiave promossi dalla Fondazione Longevitas.
«La longevità non è solo un dato demografico, ma una trasformazione profonda che riguarda il modo in cui viviamo, ci curiamo e partecipiamo alla società – aggiunge Eleonora Selvi, presidente della Fondazione Longevitas. – Investire nella prevenzione, nella ricerca e nelle competenze delle nuove generazioni significa costruire risposte concrete a questa sfida. Il Premio Longevitas rappresenta un passaggio importante in questo percorso, perché valorizza idee e progetti capaci di incidere sulla qualità della vita e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.»
«In un contesto in cui la longevità si afferma sempre più come sfida sanitaria, sociale ed economica – continua Alberto Beretta, presidente di Fondazione SoLongevity –iniziative come il Premio Longevitas testimoniano il ruolo cruciale della ricerca e delle nuove generazioni nel ridefinire i modelli di salute e di assistenza. In questa stessa direzione si colloca il Milan Longevity Summit, che rappresenta un punto di riferimento internazionale per il confronto tra scienza, istituzioni e innovazione. Il Summit nasce con l’obiettivo di integrare competenze multidisciplinari, promuovere una visione sistemica dell’invecchiamento e contribuire allo sviluppo di strategie concrete per migliorare la qualità e la durata della vita, lungo tutto l’arco dell’esistenza. Siamo felici che Fondazione Longevitas anche quest’anno ci affianchi in questo percorso e di contribuire con la nostra competenza al Premio Longevitas”»



