I dati del Ministero della Salute indicano che In Italia circa il 66% delle persone over 65 convive con l’ipertensione, una condizione che, se non gestita adeguatamente, può avere conseguenze gravi sul sistema cardiovascolare e non solo. L’ipertensione arteriosa, infatti, “rappresenta il fattore di rischio più importante per ictus, infarto del miocardio, aneurismi, arteriopatie periferiche, insufficienza renale cronica, retinopatie e malattie legate all’invecchiamento (disturbi della memoria, disabilità).

Controllare regolarmente la pressione arteriosa e mantenerla entro i livelli raccomandati attraverso l’adozione di stili di vita sani e assumendo specifiche terapie laddove necessario, è fondamentale per la salute”. Nella maggior parte dei casi, circa il 90-95%, l’ipertensione viene classificata come essenziale o primaria, poiché non si riesce a identificare una causa precisa. Al contrario, nel 5-10% dei casi, si tratta di ipertensione secondaria e deriva da condizioni patologiche preesistenti, come malattie renali, disturbi neurologici, endocrini o cardiovascolari. É bene ricordare che anche alcuni farmaci (antiflogistici, vasocostrittori nasali, associazioni estro-progestiniche, etc.) o altre sostanze (liquirizia, droghe) possono contribuire ad aumentare la pressione arteriosa.

Attenzione al sale

In assenza di ipertensione grave e di danni agli organi, è consigliabile che il paziente segua scrupolosamente norme igienico-dietetiche per un periodo di 3-6 mesi, prima di considerare l’avvio di una terapia farmacologica. Oltre a smettere di fumare (la nicotina è un vasocostrittore), è opportuno consigliare un’alimentazione equilibrata, normocalorica, ricca di frutta, verdura, povera in sale grassi, in particolare saturi (insaccati, ecc). Ogni giorno l’adulto italiano ingerisce in media circa 10 g di sale (cioè 4 g di sodio), quindi molto più di quello fisiologicamente necessario e ciò può alla lunga portare a seri problemi di salute (problemi cardiovascolari e renali, ipertensione, ritenzione idrica,  osteoporosi, ecc.): un consumo medio di sale al di sotto di 6 g al giorno, corrispondente ad una assunzione di circa 2,4 g di sodio, rappresenta un buon compromesso tra il soddisfacimento del gusto e la prevenzione dei rischi legati al sodio INRAN-Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione)1.

Una delle misure più semplici per regolare l’introito di sale consiste nel non salare a tavola e nel correggere il carattere che avvertiremo come “insipido” delle nostre portate con alcuni accorgimenti quali l’impiego di spezie (cannella, noce moscata, ecc.), piante aromatiche (origano, timo, rosmarino, salvia, ecc.), limone, aceto, ecc., che agiscono come esaltatori di sapidità. Da segnalare a questo proposito il Artemisia dracunculus L., pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Asteraceae e comunemente nota come dragoncello. Presenta un aroma unico, che richiama una combinazione di anice e sedano. molto utilizzata in Provenza per la sua caratteristica di insaporire i cibi è conosciuta anche come “il sale dei poveri”.

Terapie integrate: applicazioni

Fitoterapia, gemmoterapia e omeopatia possono svolgere un ruolo importante sia nella prevenzione che nel trattamento, anche coadiuvante, delle forme di ipertensione lieve. A giudizio medico, infatti, queste tecniche terapeutiche possono essere impiegate come complementari alla terapia farmacologica in quanto potranno contribuire a ridurre la posologia del farmaco eventualmente prescritto e a migliorare i parametri vitali.

A questo proposito le parole di M. Guermonprez, medico e autore di importanti testi di ambito omeopatico, sono molte indicative: “Gli omeopati non rifiutano il trattamento classico per l’ipertensione. Curano però più gli ipertesi che l’ipertensione e, così facendo, facilitano l’azione del farmaco ipotensore permettendo di abbassarne la posologia e a volte di sopprimerla.”

I rimedi fitoterapici

In Fitoterapia sono consigliate, in particolare, le seguenti piante medicinali:

Crataegus monogyna Jacq. (syn. = Crataegus oxyacantha L.) (Biancospino, foglie, fiori, frutti) . La Commissione E della Sanità tedesca, Organizzazione mondiale della Sanità e ESCOP ne riconoscono l’uso per sostenere le  funzioni cardiovascolari (azione ipotensivante). Le linee guida ministeriali di riferimento per gli effetti fisiologici delle piante medicinali riportano le seguenti indicazioni: “folium, flos: Regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare. Rilassamento e benessere mentale. Antiossidante. Regolarità della pressione arteriosa.

Fructus: Regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare. Antiossidante.” La frazione flavonoidica (procianidine oligomeriche) è considerata la principale responsabile di tali proprietà.  L’azione della droga non è immediata ma si instaura progressivamente in seguito ad un uso prolungato nel tempo. La pianta esercita un’azione sul sistema cardiovascolare: da un lato dilata la muscolatura dei vasi, in particolare quelli coronarici, e, riducendo la resistenza periferica, provoca un effetto ipotensivo; dall’altro lato agisce direttamente sul miocardio, determinando un’azione inotropa positiva. Un maggiore apporto di sangue al miocardio e alle coronarie determina una migliorata tolleranza all’anossia. 

Le proprietà antiossidanti del biancospino

Una interessante segnalazione riguarda le proprietà antiossidanti attribuite al biancospino(proantocianidoli) in grado di prevenire e combattere lo stress ossidativo e diminuire il rischio cardiovascolare (azione protettiva sull’endotelio vascolare). La pianta manifesta anche azione sedativa e miorilassante e il suo impiego può contribuire ad eliminare la componente emotiva presente in alcuni stati ipertensivi. Avvertenze: La letteratura medica non segnala effetti secondari tossici, a meno che non vi sia una ipersensibilità individuale. 

Dagli studi effettuati è emerso, infatti, che l’estratto di Biancospino presenta un buon margine di sicurezza anche per uso prolungato. Si consiglia vigilanza in caso di assunzione contemporanea di digitale, farmaci beta bloccanti e altri farmaci dotati di attività bradicardizzante (possibile potenziamento d’azione). Non assumere in concomitanza di terapia anti-ipertensiva senza la supervisione del medico. La monografia EMA/HMPC precisa  che il suo uso, per mancanza di darti certi, non è raccomandato in gravidanza, allattamento e sotto i 12 anni: è richiesta pertanto la supervisione medica. Posologia: Polvere (ESCOP), foglie e fiori essiccati: 2-5 g/die; Estratto secco (titolato in vitexina min 1,5%, Farmacopea Francese X): 1cps 1-3 volte al dì; T.M.: 30 gocce, diluire in acqua,1-3 volte al dì

Olea europea L. (Olivo, foglie)  

La tradizione fitoterapica attribuisce da sempre alle foglie dell’olivo proprietà diuretiche ed ipotensivanti, oltre a quelle blandamente ipoglicemizzanti. Dal punto di vista clinico le foglie possono essere impiegate nelle forme di ipertensione arteriosa di grado modesto, ove determinano ipotensione tramite un meccanismo di vasodilatazione periferica: i preparati presentano una buona tollerabilità e non provocano azione depressoria a livello cardiaco. La terapia può essere seguita per periodo prolungato. Studi in vitro hanno segnalato che alcuni secoiridoidi e loro derivati presentano proprietà antiossidanti e che sono in grado di inibire in vitro l’enzima di conversione dell’angiotensina  (oleuropeina, oleacina etc.). 

Olea europea può essere associato al Biancospino. Avvertenze: Assumere durante o dopo i pasti al fine di evitare, in soggetti predisposti, irritazione gastrica. Porre attenzione, inoltre, all’impiego contemporaneo di farmaci antidiabetici e ipotensivanti (sommazione d’effetto). Uso controindicato in caso di patologie cardiache e renali gravi (EMA/HMPC/ 359238/2016, 31 January 2017). In gravidanza, allattamento e pediatria per mancanza di dati clinici e farmacologici esaustivi si consiglia la  prescrizione medica.Posologia: Polvere: 200 mg per cps: 1-2 cps 3 volte al dì; Estratto secco (titolato al 10% min. in oleuropeina): 1 cps 2-3 volte al dì; T.M.: 40 gocce, diluire in acqua, 1-3 volte al dì.

Allium sativum L. (Aglio, bulbilli)  

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “può essere utile nel trattamento dell’ipertensione di tipo lieve” e, unitamente alle misure dietetiche, nel trattamento dell’ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, nella prevenzione delle patologie vascolari associate con l’invecchiamento (aterosclerosi). Sono segnalate anche un blando effetto ipoglicemizzante e proprietà antiaggreganti piastriniche e fibrinolitiche con aumento del tempo di sanguinamento e conseguente riduzione del rischio di trombosi. Tali caratteristiche possono contribuire a contenere il rischio cardiovascolare e ne rendono utile l’impiego anche nella gestione della Sindrome metabolica. L’effetto ipotensore sarebbe dovuto principalmente ai derivati tiocianici e all’inibizione nella secrezione di catecolamine e della angiotensina II (EMA/HMPC, 2016). 

Sono segnalate, inoltre, proprietà diuretiche attribuibili in particolare ai fruttosani e all’olio essenziale. “Studi preclinici in vitro ed in vivo dimostrano gli effetti ipotensivi di preparati a base di aglio, così come dell’allicina” (G.Mazzanti et al., 2020) Il bulbo dell’aglio contiene alliina che, mediante una reazione enzimatica (allinasi), si trasforma in allicina. L’ossidazione all’aria dell’allicina (molto instabile) porta alla formazione del disolfuro di diallile, costituente maggioritario dell’essenza che impartisce il caratteristico odore, e di altre sostanze tra cui ajoeni (inibitori della lipossigenasi e aventi attività di antiaggregante). La Farmacopea europea prevede l’impiego di preparati contenenti non meno dello 0,45% di allicina. 

Effetto ipotensivo

Per quanto riguarda l’effetto ipotensivo “la tendenza osservata [negli studi clinici effettuati] suggerisce che la supplementazione con aglio può produrre lievi benefici: la combinazione di questi effetti potrebbe sostenere l’uso tradizionale come coadiuvante per la prevenzione dell’aterosclerosi. Una integrazione con preparati a base di aglio può aiutare a controllare la pressione del sangue e sembra funzionare soprattutto nei soggetti con ipertensione” (EMA/HMPC, 2016). Dal punto di vista terapeutico  si consiglia di impiegare preparazioni titolate e seguire la terapia con costanza in quanto i risultati iniziano a palesarsi dopo qualche mese di terapia.  

L’aglio andrebbe, inoltre, inserito quotidianamente nell’alimentazione.Avvertenze: oltre all’alito pesante, possono comparire turbe gastriche. Se ne sconsiglia pertanto l’utilizzo nei soggetti che soffrono di gastrite e ulcera gastro-duodenale. Conviene tenere presente  che la sua somministrazione determina l’allungamento del tempo di coagulazione. L’impiego, anche a dosaggi terapeutici, è controindicato o quantomeno deve essere attentamente vagliato, nei pazienti in trattamento con farmaci che influenzano la coagulazione sanguigna (aspirina, warfarin, ecc) o con farmaci antiinfiammatori non steroidei. Si consiglia di sospendere il trattamento prima di un intervento chirurgico (può prolungare il tempo di sanguinamento). È buona norma sospenderne l’assunzione durante la gravidanza e l’allattamento.Posologia: Commissione E del BfArM: da 3 bulbilli fino a 4 g di aglio fresco/die (1 spicchio circa) o preparazioni equivalenti. Polvere: 600-900 mg/die (corrispondente a 2,4-3,7 g di aglio fresco);Estratto secco (titolato in alliina min. 1% – Farmacopea Francese): 1 capsula dopo i 2 pasti principali. Assumere a stomaco pieno; T.M.: 40-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.

Il supporto della Gemmoterapia

Fra i gemmoterapici consigliati c’è Crataegus oxyacantha  MG 1DH: i giovani getti del Biancospino sono considerati un importante medicamento del sistema cardiovascolare nei confronti del quale manifestano azione normotensiva, antispasmodica e di regolazione dell’attività cardiaca. Grazie all’azione di tipo sedativo-ansiolitico il gemmoderivato è particolarmente utile nelle forme di eretismo cardiaco (palpitazioni) accompagnate da angoscia (ansietà precordiale sine materia) e come ansiolitico e blando antidepressivo nei disturbi del sonno.

In questi casi la sua prescrizione può essere affiancata da quella di Tilia tomentosa MG 1DH (azione ansiolitica e riequilibrante neurovegetativa) che ne potenzierà l’effetto ansiolitico. Viene segnalato, inoltre, un organotropismo elettivo per i vasi coronarici: il conseguente miglioramento dell’irrorazione coronarica contribuisce a mantenere la pervietà vascolare e può contribuire a prevenire  la formazione di microtrombi. In caso di ipertensione, in particolare se il paziente presenta ipercolesterolemia, viene associato ad Olea europea MG 1DH. 

Olea europea MG 1DH

Il gemmoderivato si caratterizza per una attività di tipo ipotensivante a cui unisce un’azione ipocolesterolemizzante. Manifesta, inoltre, blande proprietà ipoglicemizzanti. Il contenimento dei fattori di rischio (ipercolesterolemia, ipertensione, iperglicemia) e quindi la migliorata circolazione cerebrale accompagnata ad una diminuzione della viscosità ematica sono alla base dell’efficacia terapeutica di questo medicamento nel deficit cerebrale dell’anziano ove costituirà un valido agente di prevenzione e un efficace supporto terapeutico. 

Sono segnalati anche Betula pubescens corteccia interna-radichette MG 1DH, Fraxinus excelsior MG 1DH, Linfa di Betulla 1DH considerati “gemmo-diuretici”  da utilizzare come drenanti renali  per stimolare la diuresi. 

Generalmente la posologia consigliata per i gemmoderivati citati è 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.  Si ricorda che in qualche raro caso, alla somministrazione di Tilia tomentosa MG 1DH può eccitare invece di calmare (Inversione di effetto-Brigo,1991). In questi casi è sufficiente, dopo una breve sospensione (2-3 giorni), riprenderne l’assunzione ma con un dosaggio inferiore a quello utilizzato precedentemente. È sempre buona norma, pertanto, iniziare la terapia partendo dalla posologia minima (10-20 gocce) e aumentarla, eventualmente, con gradualità. 

Un aiuto dall’Omeopatia

Fra i medicinali omeopatici maggiormente prescritti sono segnalati (in ordine alfabetico):

  • Aconitum napellus: parossismo ipertensivo con angoscia. « L’azione è di breve durata ma può figurare in un trattamento di lunga durata: 5 CH giornalmente o a giorni alterni nell’ipertensione a cifre molte elevate e mal controllate » (Guermonprez, 2006).
  • Arsenicum album: indicato nell’ evoluzione maligna dell’ipertensione con dimagrimento, freddolosità e astenia. Si tratta in genere di soggetti anziani con concomitanti patologie respiratorie (asma, BPCO) o cutanee (dermatiti inveterate, note di psoriasi) e con danno di organo a livello circolatorio (arteriopatia periferica, ipertrofia del ventricolo sinistro).La sindrome ansioso-depressiva è frequente con spiccate note di ossessività e di ansia con ipocondria. 
  • Aurum metallicum: è il medicinale dell’ipertensione con congestione, polso pieno e aritmico, cefalea pulsante (Ipertensione pletorica). In questi pazienti la terapia omeopatica è di solo complemento rispetto alla terapia tradizionale basata su farmaci salva-vita insostituibili. 
  • Baryta carbonica: prescrizione di routine nell’ipertensione dell’anziano, allo scopo di controllare la pressione arteriosa e limitare il progredire della sclerosi vascolare (Ipertensione e aterosclerosi) 
  • Ignatia amara : pressione arteriosa irregolare e ipertensione legata allo stato emozionale e possibile cefalea tensiva (Ipertensione labile). 
  • Lachesis mutus: ipertensione in pre-menopausa e menopausa. Vampate di calore intense. Indicato anche nell’ipertensione degli etilisti.  
  • Lycopodium clavatum: contesto epato-digestivo: soggetto “epatico” e dismetabolico. Le energie fisiche sono scarse rispetto ad una grande vivacità intellettuale. È il medicinale delle ipertensioni clinicamente silenziose dal punto di vista cardio-vascolare.  
  • Nux vomica: ipertensione legata ad un stile di vita eccessivo: abuso di caffè, alcol, tabacco, eccitanti, ecc. (Ipertensione labile).
  • Plumbum metallicum: indicato nell’ ipertensione arteriosa dell’anziano aterosclerotico (“arterie dure e sottili”) e soggetto a stipsi ostinata. E’ possibile l’associazione con patologie neurologiche inveterate, patologia renale cronica e tabagismo.
  • Sulfur : ipertensione in soggetti attivi, calorosi, talvolta in sovrappeso perché amanti della buona tavola,con tono dell’umore generalmente buono(Ipertensione pletorica). Segni caratteristici di Sulfur sono la congestione con rossore del volto, la cefalea congestizia, i piedi caldi con senso di bruciore, le vampe di calore, la congestione emorroidaria. Può presentare “molti sintomi o silenzio totale”(Guermonprez, 2006).
  • Sono segnalati anche Arnica montana (surmenage – ipertrofia cardiaca), Gelsemium (cefalea occipitale congestiva- fattori emozionali), Natrum muriaticum (insorgenza giovanile), Phosphorus (evoluzione acuta con danno poliviscerale e circolatorio), Natrum sulfuricum (ritenzione idrica),Thuya (sovrappeso, causalità farmacologiche e infettive,ecc.), ecc. 

La posologia consigliata è in genere 9-15 CH, 5 granuli, 1-2 volte al dì.

I valori importanti

Secondo la classificazione riportata nelle Linee guida 2018 dell’European Society of Cardiology (ESC) e dell’European Society of Hypertension (ESH) si è ipertesi quando la pressione sistolica è al di sopra dei 140 mmHg e la pressione diastolica al di sopra dei 90 mmHg. Si parla di ipertensione sistolica isolata quando è solo la massima ad essere alta (cioè 140 mmHg), mentre si considera ottimale una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg e una pressione diastolica inferiore a 80 mmHg. 

Esercizio fisico

È importante anche praticare con regolarità un’attività fisica adeguata (almeno 30 minuti 5 volte/settimana) di tipo aerobico (es. passeggiare a passo svelto, andare in bicicletta, nuotare, ballare, fare le scale a piedi). L’aumento dell’attività fisica produce la riduzione di 4-9 mmHg. Il Ministero della Salute segnala che “ridurre la pressione arteriosa di appena 5 mmHg, consente di abbattere il rischio di ictus del 34%, quello di infarto del 21% e permette di ridurre il rischio di sviluppare demenza vascolare, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e di morire per cause cardio-vascolari”.

Tratto dal numero di giugno 2025 di Medicina Integrata

Bibliografia di riferimento

– Brigo B., 2009, L’uomo, la fitoterapia, la gemmoterapia, 2°edizione, Tecniche Nuove, Milano, Milano 

– Campanini E., 2022, Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali, Tecniche Nuove, Milano, 4°edizione  

– Campanini E., 2022, Manuale pratico di gemmoterapia, in press, Tecniche Nuove, Milano

– Campanini E., 2017, Fitoterapia, Gemmoterapia, Omeopatia – Impiego terapeutico per un approccio integrato, Tecniche Nuove, Milano 

– Campanini E., 2013, Piante medicinali in fitoterapia e omeopatia, Tecniche Nuove, Milano   

– Campanini E., Biondo S., 2011, Terapie complementari in Geriatria, Tecniche Nuove, Milano 

– Capasso F., 2011, Farmacognosia, Seconda Edizione, Springer, Milano.

– Ernst Edzard (Ed), 2001,The Desktop Guide to Complementary and Alternative Medicine, Mosby, Grande-Bretagne, 

– Guermonprez M., Homéopathie  Principes – Clinique – Techniques, CEDH Paris 2006, p.566

http://www.salute.gov.it/portale/salute

– Mazzanti G. et al., 2020, Farmacognosia e Fitoterapia, Piccin , Padova

1.http://nut.entecra.it/files/download/linee_guida/lineeguida_06.pdf

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