Vaccini anti-Covid, migliaia di domande di risarcimento per danni

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Ne dà comunicazione il Codacons, che gestisce le richieste di indennizzo delle persone colpite dopo la vaccinazione. Anche Regione Lombardia rimanda all’Associazione per avviare la pratica in base alla legge 210

Con il crescere delle vaccinazioni anti-Covid aumentano i casi di reazioni avverse. Come fare per ottenere un indennizzo, al di là della segnalazione ad Aifa, che è sempre possibile fare anche da parte dello stesso cittadino (www.vigifarmaco.it)? Una delle strade è rivolgersi al Codacons che sta gestendo le richieste di danno delle persone colpite. Una sorta di “servizio pubblico”, tanto che Regione Lombardia rimanda all’Associazione per avviare la pratica in base alla legge 210.

Le richieste d’indennizzo

La normativa vigente, la legge 210 del 1992, prevede un riconoscimento economico in favore di chiunque abbia riportato lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psicofisica a seguito di vaccinazioni obbligatorie. Anche se le vaccinazioni anti-Covid rientrano tra le fattispecie «non obbligatorie» (ma fortemente raccomandate), la giurisprudenza tende a ricomprendere quest’ultime nella tutela indennitaria. «Regione Lombardia ci informa, e questo è importante, che è giusto interpretarla in questo modo estensivo – spiega Marco Ramadori, avvocato e membro del collegio di presidenza del Codacons – Il vaccino statisticamente crea danni a una piccola percentuale di persone, si sa da sempre. Noi siamo a favore della vaccinazione, ma è anche giusto che ci sia un risarcimento e da tempo ci siamo messi a disposizione. Facciamo una sorta di servizio pubblico: esaminiamo le richieste per avviare la procedura di indennizzo: sono migliaia le domande che stiamo istruendo. La reazione avversa risarcibile è quella che porta a invalidità temporanea o permanente. L’indennizzo dipende poi da diversi fattori, età, danno biologico. Abbiamo una commissione medica interna che valuta tutte le domande».

L’Associazione, che invita tutte le Regioni a operare secondo questa linea, ha anche deciso di offrire ai propri iscritti una polizza assicurativa gratuita, realizzata con Intesa San Paolo, che coprirà eventuali danni legati alla somministrazione del vaccino. Questa prevede, tra l’altro, una diaria per reazione avversa, con importo variabile in base alle diverse situazioni (senza ricovero o con ricovero o per ricovero da contagio presso Istituto di cura.  E un’indennità per ricovero in terapia sub-intensiva (1.200 euro) o intensiva (2.000 euro).

I numeri delle reazioni sospette

Qualcosa, insomma, si muove. «Come ammesso dalla stessa Regione – ricorda il Codacons – stanno giungendo con intensità crescente richieste di indennizzo/risarcimento a seguito di somministrazione di vaccino». Secondo i dati del VII rapporto Aifa le reazioni complessive in Italia sono attualmente 84.322, di cui quelle gravi rappresentano circa il 12,8% del totale (10.793). Numeri però molto più bassi rispetto a quelli, per esempio, recentemente diffusi dalla Mhra (Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency), l’agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari del Regno Unito. In data 11 agosto, informa, le reazioni sospette globali pervenute sono state circa 350 mila (104.446 mila per Pfizer, 228.239 per AstraZeneca, 13.325 mila per Moderna e 1.022 da vaccino non specificato). Considerando che un singolo report può contenere più di un sintomo, complessivamente si arriva a oltre un milione di reazioni avverse.