Toscana, si sperimenta l’omeopatia in sala parto

B355029RKTCMYK75“Nella mia impostazione di omeopata unicista i rimedi omeopatici si utilizzano solo quando c’è uno squilibrio: ad esempio in travagli particolarmente lunghi, parti precipitosi, oppure in particolari situazioni emotive della donna che può diventare eccessivamente ansiosa o preoccupata nei confronti del proprio parto.”- spiega Marialessandra Panozzo, ginecologa omeopata, responsabile dell’ambulatorio di omeopatia per la donna, dell’Ospedale di Lucca -“Ricordo che la gravidanza e il parto non sono una malattia, ma una situazione fisiologica, pertanto anche l’intervento omeopatico deve esserci solo se necessario. Se la paziente mostra uno squilibrio fisico o psicologico si interviene prima che questo costituisca un problema, prima che possa sfociare in una patologia acuta. Per questo io non amo e non utilizzo protocolli preventivi omeopatici, perché non si può sapere a priori se il parto sarà lungo ed estenuante o al contrario precipitoso, o normale. Il parto è un’esperienza unica ed individuale che quindi va valutata ed eventualmente aiutata al momento.” In Toscana, spiega Panozzo, “Abbiamo messo a punto un progetto di sperimentazione regionale, che ancora non è attivo, sull’uso dell’omeopatia in sala parto con una scuola di formazione per ostetriche. Lo scopo del progetto è insegnare alle ostetriche ad utilizzare l’omeopatia in sala parto, valutando la situazione che di volta in volta si presenta, e somministrando la terapia omeopatica personalizzata per la donna.” Invece di utilizzare un protocollo, non utile per l’omeopatia, “con una formazione adeguata le ostetriche sarebbero in grado di gestire i circa trenta rimedi indicati durante il travaglio, facendo una diagnosi differenziale.” Infatti, spiega Panozzo “il parto è di fatto un evento acuto quindi i rimedi che possono essere utilizzati sono in numero limitato e con una formazione adeguata le ostetriche sono sicuramente in grado di utilizzarli al meglio.”
Nel dettaglio, prosegue la ginecologa “il progetto pilota coinvolgerà diversi centri della Toscana: verranno reclutate numerose partorienti e si valuteranno i benefici sulla qualità del travaglio e del parto attraverso l’uso dell’omeopatia. Il progetto è ambizioso e darebbe alle donne una chance in più per poter avere un parto fisiologico e alle ostetriche uno strumento privo di effetti collaterali per aiutare le partorienti.”

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