Diventa ogni giorno più importante prendersi cura di sè, soprattutto nella cosiddetta terza età, nella quale le prestazioni possono sembrare affievolirsi, ma nuovi spazi di vita per se stessi e per gli altri si aprono.

Terminati, o fortemente ridotti, gli impegni lavorativi e familiari, potrebbe essere questo il momento perfetto – ora che ci conosciamo ormai bene – per diventare davvero amici di noi stessi. Dunque, bando al rifiuto cieco della vecchiaia come un periodo difficile e infelice, traversato dalla nostalgia per quelli che sarebbero stati i nostri anni migliori. Via libera, invece, ad una diversa comprensione di questa fase di vita, nella quale i limiti possono diventare dei vantaggi. Ad esempio, la lentezza può trasformarsi nella capacità di fare le cose con maggiore profondità; o l’apparente rassegnazione può diventare pazienza e accettazione: molto dipende da noi e dalle scelte emozionali che decidiamo di fare.

Assecondare il cambiamento   

Evidentemente, tutto ciò non viene sempre da sé. Un equilibrio emozionale è la condizione indispensabile perché questa trasformazione abbia luogo. Un ottimo aiuto in questo senso è il fiore Walnut. Il rimedio estratto dai fiori del noce – albero simbolico in numerosi rituali di trasformazione, il cui frutto ha curiosamente una forma molto simile a quella del cervello – è infatti il miglior “adattatore” scoperto da Edward Bach. L’accettazione di se stessi, del proprio corpo e dei cambiamenti fisici che hanno luogo, è un altro aspetto fondamentale di questa nuova consapevolezza da sviluppare nella terza età. Se a qualcuno ciò risultasse difficile, si può aiutare con Crab Apple, essenza prediletta soprattutto dalle donne, nelle fasi di trasformazione del loro corpo (pubertà, menopausa e, appunto, terza età).

Anche il corpo degli uomini, ovviamente, si trasforma, ma per ragioni di tipo culturale ben radicate nella nostra società vi è, in genere, una migliore accettazione da parte loro: vi siete mai chiesti, ad esempio, perché quasi tutte le donne anziane si facciano tingere i capelli, mentre i loro compagni inizino a sfoggiare tranquillamente una testa grigia o bianca? Per non lasciarsi scoraggiare dai cambiamenti della terza età può, inoltre, essere utile assumere Larch, il rimedio che aiuta nel caso che l’autostima vacilli e che agisce regalando, appunto, un’immagine di sé realistica e positiva. A proposito di immagine di sé e di relazioni con il mondo esterno, essenze importanti sono anche Chicory, per chi tende ad essere troppo in fusione con gli altri e ad esigere continuamente la loro presenza, e Red Chestnut, per coloro che si preoccupano eccessivamente per i propri cari, consumando in tal modo la propria energia.

Per rinforzare attenzione e memoria 

Abbiamo parlato di Walnut, il fiore che sviluppa la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Questo però a volte risulta difficile per la nostalgia che si impadronisce della nostra anima. Per evitare di vivere nel passato e di soffrire a causa della sensazione che tutto il periodo migliore sia alle nostre spalle, possiamo valerci di Honeysuckle. Questo rimedio agisce dunque sulla memoria, intesa come corretta comprensione dei tempi passati e loro opportuna “rilettura” alla luce del presente, ma anche come memoria in sé e per sé.

Le persone anziane che hanno, infatti, problemi di memoria e di concentrazione, possono ricorrere a questo fiore. Se però non bastasse, quando cioè ci troviamo di fronte a dei veri e propri blocchi della memoria, o se abbiamo l’impressione di “perdere colpi” e ritornare spesso sulle stesse cose, ripetendo i medesimi errori, possiamo aggiungere Chestnut Bud. Questo rimedio, consigliato anche agli scolari che sembrano far fatica a capire, è un ottimo apportatore di lucidità mentale, utile ad ogni età. A questo proposito, ricordiamo anche Clematis, adatto a chi perde facilmente la concentrazione, chi si sente distratto e quasi fuori dalla realtà, perso in un altro mondo. I tre rimedi appena citati sono dei formidabili alleati per vivere pienamente il presente, il “qui e ora”, evitando di perdersi in inutili fughe verso il passato o il futuro.

Contro tristezza e solitudine 

Honeysuckle, come abbiamo visto, è un antidoto alla nostalgia. La sensazione di tristezza, spesso nata dalla solitudine e dall’impressione di non essere più utili a nessuno, è infatti uno dei grandi problemi della terza età. Bach ha consigliato rimedi specifici contro le varie forme di tristezza. Si tratta ad esempio di Gentian, per uno scoraggiamento spesso legato a cause precise, come ad esempio la perdita di una qualche funzione in seguito a un incidente. O di Mustard, per una tristezza simile ma più vaga, senza una causa ben precisa.

Senza dimenticare i rimedi contro la grande tristezza: Gorse, per chi ha a lungo combattutto ed è sul punto di arrendersi, Sweet Chestnut, per chi vive una sorte di “notte dell’anima” e non vede più la luce, o Willow, per chi è di carattere malinconico e, tendendo a vedere tutto nero, si sente impotente e vittima delle situazioni. Tutti questi rimedi rappresentano preziosi ausili nel momento in cui le prove della vita ci dovessero attaccare: una malattia, la morte di una persona cara, o un’altra difficoltà.

Motivazione in primo piano 

É un fattore estremamente importante nella vita di chiunque e soprattutto di chi, come le persone anziane, rischia di sentirsi inutile, magari dopo una vita attiva che è stata piena – oltre che di attività a volte stancanti – anche di soddisfazioni e riconoscimenti. Il già citato fiore del larice è un importante aiuto in tal senso: Larch serve, infatti, non soltanto per migliorare l’autostima, ma anche per aiutare se stessi a valorizzare le proprie capacità più o meno celate. Ad esso si potrebbe affiancare Wild Oat, il vero e proprio fiore “motivazionale” scoperto da Bach.

Così ne descrive sinteticamente le principali caratteristiche Orozco“Non è un tipo di persona, ma uno stato.(serve per, ndr) Momenti o fasi della vita. Insoddisfazione profonda dovuta a vuoto esistenziale. Disincanto, frustrazione. Dispersione. Disorientamento esistenziale. Sensazione che la “vita scorra via”. Incapacità di trovare la propria strada nella vita. Nel Wild Oat negativo la vita sembra non avere senso”Potremmo dire che Wild Oat serve a trovare la propria strada nei momenti di disorientamento. Per chi, invece, ha sempre avuto il senso della propria vocazione, del potenziale di saggezza e ricchezza interiore da offrire al mondo, ma si trova momentaneamente scoraggiato a causa dei limiti dell’età, propongo l’utilizzo di Elm, il rimedio che aiuterà a non accontentarsi di sopravvivere, scegliendo invece di attraversare con entusiasmo questa fase della vita. 

Aiutare chi aiuta 

Parlando di vecchiaia, si usa generalmente il termine “terza età” e fino a qui abbiamo dato suggerimenti per far sì che essa si svolga il più possibile serenamente, con l’aiuto dei fiori di Bach. Ma oggi si parla molto anche della cosiddetta “quarta età”, o “grande vecchiaia”, cioè la fase della vita nella quale le persone diventano più o meno dipendenti dagli altri.

Poterle aiutare nel modo più opportuno diventa una necessità assoluta per il loro entourage ed è un compito non facile, che richiede dedizione, competenza e pazienza. Si tratta di una situazione faticosa e che spesso rischia di diventare estenuante. Per chi si sente molto stanco a livello fisico, un ottimo aiuto sarà rappresentato da Olive; se invece la stanchezza è più che altro di ordine psicologico, useremo Hornbeam, utile a chi – di solito interessato e motivato – sta perdendo la voglia e l’energia necessarie per fare il proprio lavoro. Se il fatto di trovare tutto troppo pesante è, almeno in parte, dovuto ad un’incapacità di dire di no, ci vuole invece Centaury.

Saper individuare questo stato emozionale non è sempre facilissimo: ci sono persone che, razionalmente, vorrebbero dedicarsi completamente ai propri compiti ma che, nel profondo di loro stesse, si sentono bloccate in una situazione nella quale è impossibile sottrarsi alle esigenze altrui. Questo rimedio aiuta dunque ad avere più rispetto per se stessi. Se poi il problema consiste anche nell’esistenza di sensi di colpa, il rimedio giusto è Pine. Se la persona che prende cura dell’anziano è un parente prossimo, di natura un po’ ansiosa e che tende quindi a preoccuparsi eccessivamente per il benessere della persona cara, occorre Red Chestnut. Per tutti, soprattutto nella fase in cui si passa, da una precedente autonomia, ad una dipendenza più o meno marcata, è certamente utile Rescue Remedy, la composizione “di soccorso” che si presta a molteplici situazioni della vita quotidiana.

Bibliografia di Riferimento

Orozco, R.; “Schede dei 38 Fiori di Bach”; Accademia di Floriterapia Ippocrate; https://www.accademiafloriterapia.it/wp-content/uploads/2023/08/LIBRO-38-FIORI-DR-OROZCO.pdf

Tratto dal numero di aprile 2025 di Medicina Integrata

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