Curare l’orzaiolo con la fitoterapia

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Enrica Campanini
Enrica Campanini

L’orzaiolo è un piccolo ascesso della palpebra, sostenuto dallo Staphilococcus aureus, che si origina da una delle ghiandole sebacee annesse alle ciglia: la sua forma e la sua grossezza lo hanno fatto paragonare a un grano d’orzo. Per quanto riguarda le cause, sono in causa microtraumi con mani sporche e uno stato di salute non perfetto. Oltre, ovviamente, a consigli di igiene locale, in fase preventiva può essere consigliata la somministrazione di Rosa canina M.G.1DH, 50 gocce 1-2 volte al dì, per 20 giorni al mese per almeno tre mesi, gemmoderivato che oltre all’attività antiflogistica è in grado di stimolare il sistema immunitario. In fase acuta si prescriverà Ribes nigrum M.G.1DH, 50 gocce 3 volte al dì per almeno 7-10 giorni. Nel trattamento esterno vengono consigliate applicazioni di calore con vapore diretto da un thermos sull’occhio chiuso o mediante una compressa calda (favorisce l’apertura spontanea). In caso di comparsa di linfadenite preauricolare è tassativa la prescrizione sistemica di antibiotici.
Impacco per orzaiolo (Della Loggia)
Versare 1/4 di litro di acqua bollente su 5 cucchiai di Eufrasia e lasciare in infusione per 10 minuti. Avvolgere la poltiglia in garza ed applicare il cataplasma il più caldo possibile sull’orzaiolo.

Impacco per orzaiolo ((Moatti)
Piantaggine foglie 10g
Meliloto fiori 5 g
Fiordaliso fiori 5g
S/ mettere il tutto in 150 ml di acqua bollente, lasciare infondere per 15 minuti; applicare compresse ben imbibite con l’infuso tiepido

Trattamento con vapore (Moatti)
Decotto di semi di Finocchio*: versare 40 g di semi in un litro di acqua, far bollire per 5 minuti. Utilizzare come bagno di vapore: mettere un recipiente contenente la decozione molto vicino al viso e coprire con un telo.

oppure:

Infuso (Leclerc)
Plantago foglie 10 g
Centaurea cyanus fiori 5 g
Melilotus fiori 5 g
Acqua bollente 150 g
Fare infondere 15 minuti.
(*)Nota: in questa formulazione la pianta scelta è stato il Finocchio (Foeniculum vulgaris L.) per le proprietà battericide dell’olio essenziale presente nei semi (o frutti). Possono comunque essere preparati bagni di vapore anche utilizzando, sottoforma di infusione, le piante precedentemente citate.
In tutti questi casi sarà importante, comunque, la messa a punto di una cura di fondo (di tipo omeopatico) in quanto modificando la reattività del terreno si contribuirà notevolmente all’attenuazione della sintomatologia.

Enrica Campanini, medico fitoterapeuta

Bibliografia essenziale

Boujard-Duflo O.,1978, Ophtalmologie Homéopathique, Librairie Le François-Paris
Bruneton J., 2009, Pharmacognosie, Lavoisier
Campanini E.,2005, Manuale pratico di Gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano
Campanini E.,2009, Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove
Campanini E.,2013, Piante medicinali in Fitoterapia e Omeopatia, Tecniche Nuove
Capasso F., 2011, Farmacognosia, Seconda Edizione, Springer, Milano
Della Loggia R., Piante officinali per infusi e tisane, OEMF, Milano, 1993
Guermonprez M., 2006, Homéopathie, principes-clinique-techniques, CEDH, Paris
Moatti R., Brèviaire de phytothérapie, Vigot, Paris, 1986