La ricerca, bussola per l’oncologia integrata

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Lei è stato presidente della Society of Integrative Oncology (SIO) ed è coautore delle Linee guida cliniche sull’uso delle medicine complementari in oncologia pubblicate nel 2009. Quelle indicazioni sono ancora valide, oppure ci sono novità?

Il documento da lei citato, che conteneva indicazioni circa l’impiego dell’agopuntura in alcune condizioni cliniche oncologiche, ad esempio per alleviare effetti avversi della chemioterapia come nausea a vomito, è in corso di aggiornamento e contiamo di completare il lavoro nel corso del 2014.

Ci saranno differenze di rilievo rispetto all’edizione precedente?

Come è già stato fatto per l’American College of Chest Physicians, che ha aggiornato le sue Linee guida nel 2013, si applicheranno criteri scientifici più rigorosi utilizzando quindi standard più elevati nella selezione degli studi pubblicati in letteratura e tenendo conto dei lavori più recenti. La precedente edizione consisteva in una rassegna di tipo narrativo, mentre la prossima sarà organizzata secondo i principi delle rassegne sistematiche con l’obiettivo di definire linee guida rigorose e solidamente fondate. Se guardiamo le linee guida cliniche pubblicate a livello internazionale, ci rendiamo conto che solo una minima parte, non superiore al 5%, è stata redatta con criteri rigorosi. Ecco, noi vogliamo che le prossime linee guida della SIO sull’uso delle CAM in oncologia rientrino in quella percentuale. Oggi abbiamo più materiale a disposizione e questo ci aiuterà a stilare raccomandazioni migliori e più precise, a beneficio di oncologi, medici e pazienti.

La ricerca in agopuntura utilizza anche l’agopuntura sham, o falsa agopuntura, per il gruppo placebo. Ritiene che questa corrisponda effettivamente a un placebo e se così non fosse come si può creare il gruppo di controllo in un trial controllato e randomizzato di agopuntura?

La questione è complessa e può essere affrontata in diversi modi. Nella comunità dei ricercatori, c’è chi ritiene che si possa costruire un gruppo di controllo con l’agopuntura sham, chi crede invece che il confronto debba essere fatto con le cure convenzionali. Il dibattito è vivace. Ai fini di questa decisione, conta molto l’obiettivo che stiamo perseguendo. Se la ricerca intende valutare l’efficacia (efficacy) dell’agopuntura, e cioè la sua azione biologica, si può fare il confronto con la sham, mentre se siamo interessati all’efficacia clinica, cioè all’effectiveness, è opportuno mettere a confronto l’agopuntura con il trattamento convenzionale.