Trattare naturalmente la dispepsia

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La dispepsia è una sintomatologia innegabilmente multiforme. Dolore e bruciore localizzati a livello della “bocca” dello stomaco, esagerato senso di pienezza, sensazione di gonfiore e/o di nausea, eruttazioni frequenti, meteorismo, flatulenza, diarrea o stipsi sono alcuni dei principali sintomi che il soggetto dispeptico sperimenta prevalentemente subito dopo i pasti. Le molteplici cause che possono essere alla base della dispepsia, dal problema organico (gastrite, ulcera, calcolosi biliare, reflusso gastroesofageo ecc.) a quello funzionale (alterazione della motilità gastrointestinale), dalla disfunzione del sistema nervoso al disturbo psicosomatico, sottintendono alla necessità di un approccio diagnostico mirato a stabilire un percorso terapeutico adeguato.

Al di là dei rimedi specifici, più in generale è possibile ricorrere ad alcuni rimedi vegetali capaci di puntare al miglioramento “globale” della funzionalità gastrica e digestiva. Si interviene sia sulla peristalsi sia sulla produzione di succhi gastrici, necessari per una corretta digestione degli alimenti. Tra i rimedi naturali più indicati in caso di dispepsia vi sono le piante medicinali, ricche di sostanze amare, e quelle a oli essenziali.

Stimolare le secrezioni: gli amari

L’amaro è un rimedio antico quanto efficace, che deriva dalla sinergia delle proprietà digestive di piante medicinali capaci di attivare, in primis, la secrezione salivare. Tali piante favoriscono inoltre la produzione nello stomaco di sostanze come la gastrina, ormone peptidico essenziale per regolare la secrezione acida. Gli amari rendono anche più sensibili ai vari stimoli provenienti dal cibo i recettori gustativi localizzati nella mucosa buccale, che a loro volta provocano la secrezione gastrica psichica (cefalica). Infine, favorendo l’afflusso di sangue e migliorando la circolazione a livello della mucosa che ricopre lo stomaco e l’intestino, gli amari migliorano anche l’assorbimento delle sostanze nutritive contenute negli alimenti. Infatti, grazie alla loro azione colagoga, sono in grado di stimolare la funzionalità epatica e anche di migliorare la digestione attivando la secrezione biliare. Non va dimenticato che, infatti, la bile svolge un ruolo necessario per completare adeguatamente la digestione e consentire l’assorbimento dei grassi alimentari, permettendo al contempo l’eliminazione dall’organismo di sostanze tossiche, metaboliti di farmaci, colesterolo e bilirubina. Naturalmente, agendo prevalentemente attraverso un meccanismo nervoso riflesso, gli amari devono essere assunti necessariamente 20-30 minuti prima dei pasti, in una forma adeguata (liquida: infusi, estratti fluidi, sciroppi, estratti idroalcolici), per essere mantenuti il più a lungo possibile a contatto della mucosa della bocca, stimolando così i recettori gustativi. Sono numerose le piante caratterizzate da principi amari: la genziana, il carciofo, il rabarbaro, il tarassaco (ma anche la cicoria, l’aloe, il cardo mariano, il boldo).

Essenziali per la digestione

Preziose per favorire la digestione sono anche la maggior parte delle piante caratterizzate dalla presenza, nei diversi tessuti vegetali, degli oli essenziali. Si tratta di miscele complesse di sostanze organiche, soprattutto di tipo volatile, di aspetto oleoso e di natura chimica alquanto varia (terpeni ciclici e aciclici e loro derivati ossigenati come alcoli, aldeidi, chetoni, acidi ecc.). Tra le proprietà biologiche attribuibili agli oli essenziali, significative ai fini del benessere dell’apparato digerente sono quella eccito-motoria, carminativa o, ancora, eupeptica, coleretica, colagoga, stimolante delle secrezioni in genere e favorente l’assorbimento delle sostanze nutritive. Infatti, gli oli essenziali, a differenza degli amari, sono in grado di suscitare, oltre alle sensazioni specifiche, riflessi secretori delle ghiandole dell’apparato digerente. La loro azione eupeptica è legata alla stimolazione dei riflessi e alla maggiore sensibilizzazione dei riflessi agli stimoli provocati dagli alimenti che vengono introdotti in bocca. Inoltre, vi è un’influenza importante degli oli essenziali sul gusto e sull’olfatto, fattore che determina l’uso degli aromi in cucina allo scopo di stimolare l’appetito e facilitare la digestione (azione eupeptica). Tipica degli oli essenziali è anche la loro capacità di stimolare in modo diretto la mucosa gastrica e intestinale, che si concretizza con un’azione miotonia sulla muscolatura liscia. Tale azione è soprattutto dovuta ai terpeni, dall’azione irritante.

Le piante “carminative”

Per l’effetto rapido e soddisfacente sulla maggior parte dei sintomi più comuni della dispepsia, è molto preziosa l’azione delle piante cosiddette “carminative” (da “carminare” = purificare). Si tratta di piante i cui oli essenziali sono in grado di stimolare la muscularis mucosae (strato di muscolatura liscia) e la mucosa stessa. Nel complesso, grazie a piante come la camomilla, l’angelica, la melissa e a spezie quali il finocchio, l’anice e il cumino, si assiste a un aumento del tono della mucosa (tale effetto è del tutto irrilevante nei casi di atrofia della mucosa o di mancanza di recettori attivi, per esempio, la gastrite cronica atrofica). Tra gli effetti più eclatanti di questo tipo di rimedio naturale va evidenziato quello sul meteorismo, problematica che coinvolge sia lo stomaco che l’intestino, la cui manifestazione più sgradita è senz’altro il gonfiore, che interessa soprattutto la parte alta dell’addome, accompagnato da sensazione di peso e tensione addominale (talvolta associato a coliche).

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