Withania somnifera, comunemente conosciuta come Ashwagandha, pianta medicinale utilizzata da millenni nella medicina ayurvedica indiana, può rappresentare un efficace rimedio nella gestione e trattamento dell’insonnia. Prime evidenze da uno studio, recente, pubblicato su PLoS One.

L’“efficacia” del sonno

Un sonno sano è essenziale per lo sviluppo neurale, l’apprendimento, la memoria, la regolazione cardiovascolare e metabolica. L’insonnia, all’opposto, un’insoddisfazione cronica per quantità o qualità del riposo, si associa a diversi sintomi diurni come affaticamento, deterioramento cognitivo o disturbi dell’umore. Condizione che può essere trattata con farmaci agonisti dei recettori delle benzodiazepine, antidepressivi sedativi, antistaminici sedativi, agonisti dei recettori della melatonina e antagonisti dei recettori dell’orexina, i quali, per quanto efficaci, possono sviluppare dipendenza e/o effetti avversi.

Da qui la necessità di ricorrere a terapie alternative come massaggi, musicoterapia, aromaterapia, agopuntura, digitopressione, fitoterapia, rimedi ayurvedico. Su queste premesse, un gruppo di ricercatori della Universiti Sains Malaysia, in Malaysia, hanno avviato uno studio per valutare il possibile impatto dell’estratto di Ashwagandha sul sonno, in funzione delle molteplici molecole bioattive, soprattutto withanolidi contenuti nelle radici e trietilenglicole, sostanza che recenti ricerche hanno dimostrato essere presente nelle foglie ad alto effetto soporifero. Queste sarebbero efficaci, da studi di laboratorio, nell’influenzare il sonno nel topo, ma l’azione sull’uomo è poco nota.

I risultati dello studio

I ricercatori hanno proceduto a un’analisi e selezione dei lavori presenti in letteratura attraverso i principali database: CENTRAL, MEDLINE, SCOPUS, Google Scholars, World Health Organization Trials Portal, ClinicalTrials.gov, Clinical Trial Registry of India e AYUSH Research Portal. hanno focalizzato poi l’attenzione su studi randomizzati controllati di confronto fra l’efficacia dell’estratto di Ashwagandha e il placebo in soggetti di età pari o superiore a 18 anni, con endpoint primari quantità e qualità del sonno e endpoint secondari l’aumento della prontezza mentale, la riduzione dei livelli di ansia e il miglioramento della qualità della vita. L’analisi, dopo opportuna selezione, si è concentrata su cinque studi randomizzati controllati comprensivi di circa 400 partecipanti e su un solo studio su adulti anziani.

Dalla metanalisi vi sarebbe evidenza della potenzialità dell’estratto di Ashwagandha rispetto al placebo di migliorare lievemente il sonno complessivo (differenza media standardizzata -0,59; 95%; Intervallo di confidenza -0,75 a -0,42; I2 = 62%), con esiti più sensibili in adulti con diagnosi di insonnia, in trattamento con > 600 mg/giorno da almeno 8 settimane. Inoltre l’estratto di Ashwagandha sembrerebbe agire, oltre che sui sintomi del sonno, anche sulla riduzione dei livelli di stress e ansia, ma non sul miglioramento della qualità della vita. Infine, Ashwagandha avrebbe un buon profilo di sicurezza, registrando in corso di studio solo eventi avversi minori e/o di minore severità. Pertanto, le premesse ipotizzano l’estratto di Ashwagandha per il un possibile impiego volto al miglioramento del sonno, tuttavia sono necessari maggiori studi per validarne efficacia e sicurezza anche a lungo termine.

Fonte:

  • Cheah KL, Norhayati MN, Yaacob LH ed al. “Effect of Ashwagandha (Withania somnifera) extract on sleep: A systematic review and meta-analysis” PLoS One. 2021 Sep 24;16(9):e0257843.

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