Non vi è dubbio che i nutrienti derivati dalla dieta sono indissolubilmente legati alla fisiologia umana fornendo energia ed elementi biosintetici e funzionando come molecole regolatrici.

In buona sostanza, il binomio dieta-salute è stretto: tuttavia in questa relazione i meccanismi attraverso cui i nutrienti circolanti influenzano specifici processi fisiologici rimangono in gran parte sconosciuti, in particolare se e come la dieta possa condizionare l’insorgenza dei tumori.

Su questo tema, ricercatori della University of Chicago (US), hanno avviato uno studio, pubblicato su Nature, da cui emergerebbe che l’acido trans-vaccenico (TVA), è in grado di migliora la capacità delle cellule T CD8+ di infiltrarsi nei tumori e uccidere le cellule tumorali. 

Lo studio

Il cibo è al centro di questo studio americano ed in particolare 700 metaboliti conosciuti provenienti dal cibo, poi assemblati in una libreria di 235 molecole bioattive con l’intento di valutarne la capacità di influenzare l’immunità antitumorale attivando le cellule T CD8+.

È emerso da esperimenti condotti su cellule umane e di modelli murini che fra tutti i composti candidati, il TVA avrebbe una potenzialità maggiore di contrastare l’insorgenza dei tumori, promuovendo direttamente la funzione delle cellule T effettrici CD8+ e l’immunità antitumorale in vivo.

Il TVA è la forma di acidi grassi trans arricchiti principale nel latte umano, ma l’organismo non è in grado di produrlo a livello endogeno: il TVA circolante proviene principalmente da alimenti derivati dai ruminanti, tra cui carne di manzo, agnello e latticini come latte e burro, ma solo circa il 19% e il 12% di TVA alimentare viene convertita in acido vaccenico, rispettivamente nell’uomo e nei topi.

L’esperimento

È stato osservato che nutrire i topi con una dieta arricchita con TVA contribuisca a ridurre sensibilmente il potenziale di crescita di alcune neoplasie, in particolare delle cellule tumorali del melanoma e del cancro del colon, migliorando anche la capacità delle cellule T CD8+ di infiltrarsi nei tumori.

Meccanicamente, il TVA inattiva il GPR43, un recettore immunomodulatore posto sulla superficie delle cellule accoppiato a proteine G attivato dai suoi ligandi di acidi grassi a catena corta. Il TVA antagonizza gli agonisti degli acidi grassi a catena corta di GPR43, portando all’attivazione dell’asse cAMP-PKA-CREB, dove CREB è coinvolto in una varietà di funzioni, tra cui la crescita cellulare, la sopravvivenza e la differenziazione cellulare.

Questa dinamica favorirebbe la migliore funzione delle cellule T CD8+. Le evidenze sembrano dimostrare che il TVA derivato dalla dieta possa costituire un meccanismo per la riprogrammazione estrinseca dell’ospite delle cellule T CD8+ in contrapposizione agli acidi grassi a catena corta derivati dal microbiota intestinale intraospite. Quindi, il TVA avrebbe un potenziale traslazionale per il trattamento dei tumori.

Il legame con la chemioterapia

Spostando poi l’attenzione sull’analisi di campioni di sangue prelevati da pazienti in corso di immunoterapia con cellule CAR-T per il linfoma, i ricercatori hanno osservato che coloro che presentavano livelli più elevati di TVA avevano probabilità superiori di rispondere più efficacemente al trattamento rispetto a quelli con livelli più bassi.

Testando linee cellulari di leucemia hanno anche notato che TVA ha migliorato la capacità di un farmaco immunoterapico di uccidere le cellule leucemiche. 

In conclusione

Secondo gli autori, una integrazione nutrizionali con TVA potrebbe essere utilizzata per promuovere l’attività delle cellule T a favore di una migliore gestione di alcune patologie oncologiche.

Fonte

Fan H, Xia S, Li Y et al. Trans-vaccenic acid reprograms CD8+ T cells and anti-tumour immunity. Nature, 2023, 623, 1034–1043. Doi: https://doi.org/10.1038/s41586-023-06749-3

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