Una biblioteca come “terapia”

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Un libro può essere una “medicina”. Può aiutare a trascorrere il tempo, a far vagare la mente, a dare nuovi spunti all’immaginazione.

Lo sanno bene all’Istituto dei Tumori di Milano, la cui sala di attesa della Terapia del Dolore e delle Cure Palliative si è riempita di volumi, grazie alla donazione di UNAMSI, Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione.

«La possibilità di avere libri a disposizione nella sala di attesa della Terapia del Dolore e delle Cure Palliative conferma l’attenzione dell’Istituto dei Tumori verso una presa in carico del paziente che include non solo l’aspetto clinico e terapeutico ma anche tutto quello che può incidere sulla sua qualità di vita durante tutto il percorso assistenziale, il che implica anche empatia e vicinanza emotiva – dichiara Enzo Lucchini, presidente Istituto Nazionale Tumori – Ringraziamo UNAMSI per la donazione, che permette di regalare momenti di piacevole lettura sia ai pazienti, sia ai familiari che hanno un ruolo estremamente importante nel percorso di cura».

Avere a disposizione dei libri può alleviare l’attesa del paziente e del caregiver

«La scelta di dedicarci a questo progetto non profit è stata dettata dall’esigenza di dare un nostro contributo per supportare anche il caregiver, cioè chi accompagna il malato – spiega Francesco Brancati, presidente UNAMSI – Chi assiste il malato è una figura importante, ma ancora trascurata in senso generale, e anche da parte dei media. Ringraziamo quindi l’Istituto dei Tumori per avere accettato il nostro progetto che per noi ha un valore particolare e inaugura una serie di iniziative previste quest’anno per i 60 anni della nostra Associazione. Colgo l’occasione per ringraziare anche le Case editrici che ci hanno donato i libri e in particolare Rcs. Mondadori, Publiediting, Divisione Libri LSWR Group».

La presenza di libri in un ambulatorio rende l’ambiente meno medicalizzato e aiuta a spostare l’attenzione anche su altro, mentre si attende che il proprio caro concluda il ciclo di terapia.

Sono oltre 18 milioni i caregiver in Europa, di cui 3.329.000 soltanto in Italia; ciascuno di loro è impegnato nell’assistenza per 18 ore al giorno in media, per un totale di oltre sette miliardi di ore di lavoro.

«I dati internazionali dicono che due pazienti su tre, anche da noi in Italia, vogliono che il caregiver partecipi alle decisioni e al progetto di cura» precisa Augusto Caraceni, direttore Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione, Istituto Nazionale Tumori. «In questo ambito, la lettura diventa a sua volta una terapia per aiutare a incanalare il tempo sospeso e complicato di chi attende. Questo non significa negare l’esistenza del malato nell’altra stanza, ma al contrario, offrire stimoli e supporto che possono trasformarsi in nuova energia».

 

 

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